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Fact cheking o fake debunking?
di Clara Statello
Quello che è accaduto con il flash mob di Vynnytsa è di una gravità inaudita. Un cosiddetto fact checker ha semplicemente falsificato la realtà, affermando che la svastica non è un simbolo nazista.
Puente non se ne rende conto perché è di origini sudamericane, probabilmente non capisce bene il significato della svastica in Europa né comprende quello che sta facendo: la sta SDOGANANDO.
Sì, Puente - nel suo cieco amore per l'Ucraina - arriva persino a negare l'innegabile: ovvero che una svastica sia un simbolo nazista.
Ha riempito il suo articolo con delle supercazzole incredibili per arrampicarsi sugli specchi e sostenere (non dimostrare!) che la svastica formata dai ragazzi dell'istituto tecnico di Vynnytsa non sia un simbolo nazista, ma un simbolo solare slavo che in realtà si chiama svarta.
Come dire che il fascio littorio non è un simbolo fascista ma il simbolo dei magistrati romani. Come dire che il saluto romano non era il saluto di Mussolini, ma quello degli antichi pretoriani.
E' esattamente questo ciò che fanno i neofascisti per sdoganare i loro simboli e i loro rituali. Puente non è un fascista, ma evidentemente non si rende conto di quanto sia pericoloso il suo gioco.
E sapete perché agisce così? Credete che lo faccia in nome della verità? No, altrimenti avrebbe debunkerato le tante balle dall'Ucraina o da Israele o dalla NATO. Non mi pare che l'abbia fatto.
No, Puente non è per nulla super partes. Puente è sposato con un'ucraina. Secondo me è per questo che scrive questi articoli, perché è di parte, perché tifa per Kiev.
Naturalmente è libero di tifare pe chi vuole, ma non di imporre la sua idea. Invece è quello che fa, perché Facebook semplicemente censura chi scrive il contrario delle "verità" stabilite da Puente.
Io non starò un secondo in più su un social in cui un giovane giornalista innamorato decide cosa posso pubblicare e cosa non posso pubblicare, in base alla nazionalità della moglie.
 
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