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Israele: il ministro che compila liste nere e frequenta gli estremisti
di Emma Buonvino
Il suo incarico ufficiale è combattere l’antisemitismo nel mondo.
Il suo nome è Amichai Chikli.
Ma ciò che emerge oggi solleva una domanda molto più scomoda:
chi controlla chi decide chi è “antisemita”?
✦ Le liste nere globali ✦
Negli ultimi mesi, il ministero guidato da Chikli ha prodotto e diffuso elenchi di personalità accusate di antisemitismo.
Dentro ci finisce di tutto: l’attivista climatica Greta Thunberg,
commentatori della destra USA come Tucker Carlson e Candace Owens,
l’influencer Dan Bilzerian, il comico egiziano Bassem Youssef.
Figure tra loro opposte per ideologia, provenienza e pubblico.
Un elenco che non segue una linea politica coerente, ma un unico criterio: aver criticato Israele.
✦ La denuncia dall’interno di Israele ✦
A incrinare ulteriormente il quadro è la testimonianza dell’attivista israeliana Yael Levkovitz.
Non una voce esterna,
ma una cittadina israeliana che denuncia pubblicamente il proprio governo — e che per questo è stata perseguitata e aggredita.
Levkovitz racconta che Chikli sarebbe comparso in un video girato all’interno di un avamposto di coloni in Cisgiordania, descritto come un "covo" o centro operativo da cui sarebbero partite spedizioni punitive contro villaggi palestinesi.
Parla di attacchi a Qaryut e Qusra,
di civili uccisi nei cortili di casa.
Fa nomi:
Muhammad Muammar e Fahim Muammar, uccisi mentre si trovavano seduti nel cortile della loro abitazione.
Amir Ouda, ucciso nel villaggio di Qusra, teatro di ripetute violenze.
E racconta anche del linciaggio di un familiare di Ouda, avvenuto sotto gli occhi dei suoi figli.
✦ Protezione e impunità ✦
Secondo la denuncia, quell’avamposto non solo non viene smantellato, ma sarebbe protetto dall’esercito israeliano.
Se confermato, questo punto cambia completamente il quadro: non sono più episodi isolati di violenza, ma sono una possibile rete di copertura istituzionale.
Un’accusa gravissima, che colpisce al cuore il sistema:
forze armate presenti,
polizia assente,
politici che legittimano.
Nel frattempo, i responsabili restano liberi.
Nonostante video, testimonianze e prove forensi.
✦ Il rovesciamento del significato ✦
E qui emerge il nodo centrale dell’inchiesta.
Il ministro incaricato di combattere l’antisemitismo:
compila liste globali di “nemici”, colpisce attivisti, giornalisti e figure pubbliche e
viene accusato da fonti interne israeliane, di vicinanza a ambienti estremisti Il rischio non è solo politico.
È semantico.
Quando tutto diventa antisemitismo, niente lo è più davvero.
E mentre la parola perde significato, la sua funzione cambia: non più proteggere una comunità, ma difendere uno Stato da ogni critica.
La domanda finale:
Se chi denuncia violenze viene inserito nelle liste,
se chi critica viene delegittimato,
se chi aggredisce resta libero,
allora la domanda non è più chi è antisemita.
Ma chi ha il potere di decidere chi lo è.
E con quali conseguenze.
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