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14 aprile 2026
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Israele: il ministro che compila liste nere e frequenta gli estremisti
di Emma Buonvino

Il suo incarico ufficiale è combattere l’antisemitismo nel mondo. Il suo nome è Amichai Chikli.

Ma ciò che emerge oggi solleva una domanda molto più scomoda: chi controlla chi decide chi è “antisemita”?

✦ Le liste nere globali ✦

Negli ultimi mesi, il ministero guidato da Chikli ha prodotto e diffuso elenchi di personalità accusate di antisemitismo.

Dentro ci finisce di tutto: l’attivista climatica Greta Thunberg, commentatori della destra USA come Tucker Carlson e Candace Owens, l’influencer Dan Bilzerian, il comico egiziano Bassem Youssef.

Figure tra loro opposte per ideologia, provenienza e pubblico.

Un elenco che non segue una linea politica coerente, ma un unico criterio: aver criticato Israele.

✦ La denuncia dall’interno di Israele ✦

A incrinare ulteriormente il quadro è la testimonianza dell’attivista israeliana Yael Levkovitz.

Non una voce esterna, ma una cittadina israeliana che denuncia pubblicamente il proprio governo — e che per questo è stata perseguitata e aggredita.

Levkovitz racconta che Chikli sarebbe comparso in un video girato all’interno di un avamposto di coloni in Cisgiordania, descritto come un "covo" o centro operativo da cui sarebbero partite spedizioni punitive contro villaggi palestinesi.

Parla di attacchi a Qaryut e Qusra, di civili uccisi nei cortili di casa.

Fa nomi: Muhammad Muammar e Fahim Muammar, uccisi mentre si trovavano seduti nel cortile della loro abitazione.

Amir Ouda, ucciso nel villaggio di Qusra, teatro di ripetute violenze.

E racconta anche del linciaggio di un familiare di Ouda, avvenuto sotto gli occhi dei suoi figli.

✦ Protezione e impunità ✦

Secondo la denuncia, quell’avamposto non solo non viene smantellato, ma sarebbe protetto dall’esercito israeliano.

Se confermato, questo punto cambia completamente il quadro: non sono più episodi isolati di violenza, ma sono una possibile rete di copertura istituzionale.

Un’accusa gravissima, che colpisce al cuore il sistema: forze armate presenti, polizia assente, politici che legittimano.

Nel frattempo, i responsabili restano liberi. Nonostante video, testimonianze e prove forensi.

✦ Il rovesciamento del significato ✦

E qui emerge il nodo centrale dell’inchiesta.

Il ministro incaricato di combattere l’antisemitismo: compila liste globali di “nemici”, colpisce attivisti, giornalisti e figure pubbliche e viene accusato da fonti interne israeliane, di vicinanza a ambienti estremisti Il rischio non è solo politico.

È semantico. Quando tutto diventa antisemitismo, niente lo è più davvero.

E mentre la parola perde significato, la sua funzione cambia: non più proteggere una comunità, ma difendere uno Stato da ogni critica.

La domanda finale:

Se chi denuncia violenze viene inserito nelle liste, se chi critica viene delegittimato, se chi aggredisce resta libero, allora la domanda non è più chi è antisemita. Ma chi ha il potere di decidere chi lo è. E con quali conseguenze.

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