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18 marzo 2026
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FI presenta legge superflua su errori giudiziari per spingere a votare SI
di Rita Newton

Forza Italia ha presentato ieri al Senato una proposta di legge con cui afferma di voler "colmare un vuoto di tutela inaccettabile: quello di chi, dopo il carcere da innocente, si ritrova senza mezzi né prospettive".

La proposta è intitolata a Beniamino Zuncheddu, in carcere per trentatré anni ma poi dichiarato innocente e i senatori di FI si sono collegati con lui dall'aula.

Tuttavia non solo i tempi di presentazione della proposta sono sospettosamente vicini alla data del referendum sulla riforma della giustizia (leggasi sui magistrati) ma in realtà non vi è alcun vuoto normativo e il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari nell'immediato ha riconosciuto circa 30.000 euro per il trattamento inumano e degradante subito in cella da Zuccheddu mentre l'indennizzo per i 33 anni di carcere è in fase di valutazione ma potrebbe arrivare fino a 516.000 euro.

Zuncheddu è stato riconosciuto innocente il 26 gennaio 2024, mentre FI già era al governo ma si sono svegliati oggi a proporre la legge in suo nome, una settimana prima del referendum. In pratica la sventura di questo poveretto viene usata per farsi belli con i votanti...

E non si può negare che il gesto sia funzionale al referendum, visto che sui profili social di Tajani e altri parlamentari di FI la notizia viene commentata così: "Nessuno ha pagato per questi errori giudiziari. Anche per riparare a queste ingiustizie voteremo SÌ alla riforma della giustizia, perché nessun altro possa subire questo torto."

Mentre Rita Dalla Chiesa che il giorno prima si lamentava di magistrati che lascerebbero liberi i criminali, scrive "Ecco perche’ voterò SÌ. Perche’ nessuno deve essere piu’ privato senza uno straccio di prova della propria vita."

In realtà nel caso di Zuncheddu, arrestato il 8 gennaio 1991 e condannato all'ergastolo per l'omicidio di tre persone, vi era una testimonianza dell'unico superstite, e la legge ritiene prove le testimonianze.

Il testimone chiave ha rivelato anni dopo che l'agente di polizia Mario Uda gli aveva mostrato le foto di Zuncheddu prima del riconoscimento, dicendogli di accusarlo, quindi non è stato un errore o accanimento dei magistrati ma ci fu una azione dolosa di un membro delle Forse dell'ordine in cui il governo ripone tanta fiducia e che tanto decanta. Ma questo non lo dicono.

Quanto all'attuale risarcimento per ingiusta detenzione, si tratta di un indennizzo già riconosciuto per legge a chi ha subito una custodia cautelare (carcere o arresti domiciliari) senza colpa, conclusasi con un'assoluzione o archiviazione.

Al malcapitato spetta un importo base di circa €235,82 al giorno (€117,91 per domiciliari) e il giudice può aumentare la somma in base alla gravità del danno morale e patrimoniale subito fino a un massimo di 516.456,90 euro complessivi.

La richiesta non è automatica e la domanda va presentata presso la Corte d'Appello entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza di proscioglimento o dal decreto di archiviazione. I tempi di liquidazione previsti sono in teoria entro 150 giorni dalla presentazione al MEF dell’istanza di pagamento.


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