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01 marzo 2026
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Attacco all'Iran: bombe intelligenti e umani criminali
di Luca Deperi

Quando inizia una guerra non si può sapere come andrà a finire soprattutto se c'è di mezzo l'esistenza un Paese da quasi cento milioni di abitanti (di questi tantissimi sono giovani), un Paese enorme e geologicamente muscoloso, orgoglioso con una storia millenaria ed una moltitudine di ricchezze materiali e spirituali.

Abbiamo delle certezze che mi avevano fatto scrivere come l'attacco all'Iran fosse imminente: quando i media occidentali pompano come hanno fatto in questi mesi con il 99% dei partiti schierati tutti dalla stessa parte i gonzi abboccano, cade qualsivoglia resistenza popolare e si tendono le reti. Unilateralmente venivano stracciati gli accordi pregressi, mossi miliardi di armamenti e convocati i falsi consigli diplomatici; chi ha studiato un minimo storia sa che certi schemi vanno avanti tali e quali da secoli.

Sappiamo che stanno morendo innocenti, come la sessantina di ragazzine della scuola iraniana rasa al suolo dalle nostre bombe intelligenti e che nessuno ci distoglierà da Sanremo o dal pallone con questi racconti.

Sappiamo che il progetto egemonico della "grande Israele" procede anche per i ricatti cui è sottoposta la nostra misera classe dirigente, che il Medio Oriente, un miscuglio di etnie i cui folli confini nazionali sono stati decisi da noi, è una polveriera collocata su un mare di idrocarburi così il Pakistan attacca l'Afghanistan, i vendutissimi sauditi e i ridicoli emiratini sono coinvolti a piene mani, mani intrise di sangue che stringiamo sempre volentieri.

La Cina in astratto è l'unica potenza che ha solo da rimetterci da questa situazione visti i rifornimenti di energia che gli garantiva l'Iran. Gli Usa di greggio e gas sono esportatori netti, se il prezzo dovesse schizzare diciamo che se ne farebbero una ragione... (idem i russi) però gli americani hanno il problema inflazione, una guerra di lunga durata gli porterebbe più problemi economici che benefici e sul lungo periodo credo i cinesi abbiano maggiori possibilità e capacità di gestire la situazione.

L'europa è quella messa peggio in ogni caso dopo il disastro combinato con i russi ci manca solo il blocco di Hormuz. Gli USA dovevano fare saltare il tavolo perché stanno drammaticamente, per loro, perdendo la guerra commerciale e finanziaria coi BRICS, da tempo scrivo dovevano inventarsi qualcosa e loro da sempre hanno una straordinaria capacità di inventarsi guerre ma sono sempre più deboli sia per problemi interni che per meriti altrui.

Anche stavolta hanno attaccato a Borse chiuse, ormai è una fissa perché sono schiavi dei mercati finanziari e per questo devono raggiungere risultati in fretta; l'Iran deve cercare di resistere, pungere laddove possibile ma soprattutto resistere, restare in piedi, il tempo è dalla sua parte.

Non aspettiamoci chissà quali colpi ad effetto da cinesi e russi, loro non ragionano come noi, la nostra società attuale è forgiata negli escrementi da Hollywood a guida Cia/Mossad, loro hanno ben altra impostazione mentale, lavorano nell'ombra senza fare spettacoli.

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