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Mattarella negli Emirati che violano i diritti
di Lenny Bottai
In perfetta continuità con quanto ho scritto in precedenza, il "buon" Mattarella si è recato negli Emirati Arabi Uniti per suggellare il rapporto tra paesi.
La situazione dei diritti umani negli Emirati Arabi Uniti è oggetto di attenzione e critica da parte di organizzazioni internazionali e governi.
Nonostante negli Emirati non esistono elezioni politiche per scegliere il governo, non sono ammessi partiti politici, ed attivisti, giornalisti o critici possono essere arrestati e condannati con accuse generiche che colpiscono la libertà di espressione e di associazione, il bravo Sergio ha pure fatto i complimenti alla nazione.
Secondo rapporti internazionali vi sono arresti arbitrari, processi iniqui e detenzioni prolungate per i critici del governo o partecipanti a proteste anche pacifiche.
Oltre l’80 % della popolazione è costituita da lavoratori migranti, molti dei quali affrontano cantieri e vita in condizioni difficili, costituendo una sorta di popolazione di serie B.
Il sistema kafala, che regola l'ordinamento del lavoro, è stato più volte segnalato favorire sfruttamento, restrizioni sulla libertà e mancanza di protezioni sindacali. Gli EAU sono inoltre responsabili di numerosi interventi militari con carneficine come in Yemen, Sudan e Libia.
Organismi per i diritti umani sottolineano che la pena di morte negli EAU può essere emessa anche solo per reati legati a droga o terrorismo, e si segnala l’uso di processi che non rispondono a standard di equità giudiziaria conformi ai trattati internazionali.
Subito dopo questo quadretto dell'Istituto LVCE del Tg1 però è tornato a parlare della tremenda dittatura iraniana.
Fate vobis, continuate pure a guardare il dito, se volete...
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