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06 dicembre 2011
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Minzolini rinviato a giudizio per peculato . Le reazioni
di Tamara Gallera

Il mondo dell'informazione reagisce al rinvio a giudizio per peculato del direttore del Tg1 Augusto Minzolini con giudizi severi ed un segnale di speranza.

L'accusa a Minzolini è quella di aver sforato il tetto di spesa consentitogli con la carta di credito aziendale per circa 65000 euro su 14 mesi. La Rai ha partecipato all'udienza preliminare nella veste di persona offesa in attesa del vaglio del giudice dell'udienza preliminare e precisa in una nota che si costituirà parte civile entro il termine di decadenza previsto dalla legge, che è quello dell'udienza dibattimentale fissata per il prossimo 8 marzo, "per il danno di immagine e per i residuali profili di danno non patrimoniale".

Il direttore del TG1 ha già restituito la somma e contrattacca, affermando che per mesi l'azienda non gli ha contestato nulla e che la vicenda viene usata per farlo "saltare" dalla poltrona del telegiornale della rete ammiraglia RAI. Ma il Comitato di redazione ricorda di aver da tempo denunciato "il fallimento del progetto Minzolini, che ha portato gli ascolti del giornale al minimo storico e ha fatto perdere credibilità alla principale testata del servizio pubblico chiede chiarezza ed un passo indietro di Minzolini". Peraltro singole denunce erano arrivate anche da giornalisti del TG1 messi in disparte per divergenze con il direttore,

Per il segretario generale dell'Usigrai, Carlo Verna, "Si è conclusa l’avventura del ‘direttorissimo’". Il sindacato dei giornalisti RAI spera in una nomina autorevole per la quale non pone pregiudiziali. Per Franco Siddi, segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa italiana, "Ora è necessaria una svolta che ridia serenità". "La spiacevole e desolante vicenda del direttore del Tg1 Minzolini in tribunale avrà in quella sede la definitiva chiarezza, ma ora più che mai per il più importante telegiornale italiano è indispensabile una svolta di serenità che tranquillizzi operatori e cittadini sulle qualità e il valore della testata".

Per Siddi, "Occorrono soluzioni chiare e autorevoli, né tamponi, né rammendi: soluzioni, cioè, professionalmente indiscutibili e stabili che, nello stesso tempo, chiudano la stagione delle epurazioni e rimettano al loro posto, nel lavoro, i giornalisti che ne sono stati ingiustamente allontanati e per i quali in molti casi il giudice ha già sanzionato la Rai". Per i sindacato della stampa, il Cda della Rai deve mostrare "di saper gestire questo passaggio o altrimenti chi può, o deve, assuma misure straordinarie che la situazione richiede. Dal Governo è lecito attendersi l’individuazione, a breve, di una fonte di nomina del Cda - in scadenza comunque nei prossimi mesi - che tenga lontano la presa e impedisca la morsa delle fazioni politiche".


per approfondire...

TG1 secondo Minzolini. Libro bianco

Dossier informazione

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