|
Minzolini rinviato a giudizio per peculato . Le reazioni
di
Tamara Gallera
Il
mondo dell'informazione reagisce al rinvio a giudizio per
peculato del direttore del Tg1 Augusto Minzolini con giudizi
severi ed un segnale di speranza.
L'accusa
a Minzolini è quella di aver sforato il tetto di spesa
consentitogli con la carta di credito aziendale per circa
65000 euro su 14 mesi. La Rai ha partecipato all'udienza preliminare
nella veste di persona offesa in attesa del vaglio del giudice
dell'udienza preliminare e precisa in una nota che si costituirà
parte civile entro il termine di decadenza previsto dalla
legge, che è quello dell'udienza dibattimentale fissata per
il prossimo 8 marzo, "per il danno di immagine e per i residuali
profili di danno non patrimoniale".
Il
direttore del TG1 ha già restituito la somma e contrattacca,
affermando che per mesi l'azienda non gli ha contestato nulla
e che la vicenda viene usata per farlo "saltare"
dalla poltrona del telegiornale della rete ammiraglia RAI.
Ma il Comitato di redazione ricorda di aver da tempo denunciato
"il fallimento del progetto Minzolini, che ha portato
gli ascolti del giornale al minimo storico e ha fatto perdere
credibilità alla principale testata del servizio pubblico
chiede chiarezza ed un passo indietro di Minzolini".
Peraltro singole denunce erano arrivate anche da giornalisti
del TG1 messi in disparte per divergenze con il direttore,
Per
il segretario generale dell'Usigrai, Carlo Verna, "Si è conclusa
l’avventura del ‘direttorissimo’". Il sindacato dei giornalisti
RAI spera in una nomina autorevole per la quale non pone pregiudiziali.
Per Franco Siddi, segretario nazionale della Federazione nazionale
della stampa italiana, "Ora è necessaria una svolta che ridia
serenità". "La spiacevole e desolante vicenda del direttore
del Tg1 Minzolini in tribunale avrà in quella sede la definitiva
chiarezza, ma ora più che mai per il più importante telegiornale
italiano è indispensabile una svolta di serenità che tranquillizzi
operatori e cittadini sulle qualità e il valore della testata".
Per
Siddi, "Occorrono soluzioni chiare e autorevoli, né tamponi,
né rammendi: soluzioni, cioè, professionalmente indiscutibili
e stabili che, nello stesso tempo, chiudano la stagione delle
epurazioni e rimettano al loro posto, nel lavoro, i giornalisti
che ne sono stati ingiustamente allontanati e per i quali
in molti casi il giudice ha già sanzionato la Rai". Per
i sindacato della stampa, il Cda della Rai deve mostrare "di
saper gestire questo passaggio o altrimenti chi può, o deve,
assuma misure straordinarie che la situazione richiede. Dal
Governo è lecito attendersi l’individuazione, a breve, di
una fonte di nomina del Cda - in scadenza comunque nei prossimi
mesi - che tenga lontano la presa e impedisca la morsa delle
fazioni politiche".
 
TG1
secondo Minzolini. Libro bianco
Dossier
informazione
|