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15 luglio 2010
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ANM : questione morale centrale , magistrati coinvolti si dimettano
di Mauro W. Giannini

Dopo la reprimenda dei vertici dell'ANM verso i magistrati coinvolti nei recenti scandali politico-giudiziari, anche il Comitato direttivo centrale dell'Associazione magistrati e' intervenuto sulla vicenda con un documento ufficiale in cui ribadisce la centralità della questione morale e auspica che i magistrati coinvolti, "indipendentemente dall'accertamento di eventuali responsabilità, abbiano la sensibilità istituzionale di fare un passo indietro e liberare l'istituzione da ogni ombra di sospetto".

Per l'ANM, "E' inaccettabile che trapeli l'immagine di una magistratura contigua a gruppi lobbistici e impegnata in impropri interventi volti a influire sull'assegnazione di affari e di incarichi prestigiosi. I magistrati si legittimano esclusivamente nello svolgimento dell'attività giurisdizio-nale esercitata con indipendenza e imparzialità e senza che si insinui il dubbio di illeciti condizionamenti esterni. E' indispensabile evitare che si determinino indebite commistioni tra magistratura, politica e alta amministrazione e che, anche dopo la cessazione dalla funzione svolta, i magistrati ricevano incarichi che possano apparire collegati al pregresso esercizio delle funzioni giudiziarie. E' questa la magistratura, delineata dalla Costituzione, che l'Associazione intende rappresentare e nella quale vuole identificarsi".

L'Anm conferma, pertanto, "l'impegno a contrastare con ogni mezzo qualsiasi forma di contiguità a poteri politici o affaristici e di opacità nei comportamenti al fine di restituire credibilità all'intero corpo giudiziario. In tale prospettiva un ruolo determinante deve essere svolto dal Csm appena eletto, che dovrà porre al centro della propria azione la questione morale, l'autoriforma della magistratura e, in particolare, le tematiche concernenti la nomina dei dirigenti, le valutazioni di professionalità, l'organizzazione degli uffici e il rispetto del sistema tabellare".

Il Cdc si impegna sin d'ora a proseguire con rigore nell'attività di vigilanza e denuncia "di comportamenti contrari, o che comunque possano apparire tali, al codice deontologico dell'Associazione". Il Comitato chiede, inoltre, un intervento immediato delle istituzioni competenti per il completo accertamento delle responsabilità e per sanzionare eventuali comportamenti illeciti; che vengano adottate le modifiche normative volte a evitare qualsiasi legame tra magi-strati e politica idoneo a incidere sulla credibilità non solo del singolo, ma anche dell'intero ordine giudiziario e che i probiviri accertino, con la necessaria tempestività, le eventuali singole responsabilità e propongano, in tal caso, al Cdc i provvedimenti previsti dallo Statuto nei confronti dei soci.


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