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ANM
: questione morale centrale , magistrati coinvolti si dimettano
di
Mauro W. Giannini
Dopo la reprimenda
dei vertici dell'ANM verso i magistrati coinvolti nei recenti
scandali politico-giudiziari, anche il Comitato direttivo
centrale dell'Associazione magistrati e' intervenuto sulla
vicenda con un documento ufficiale in cui ribadisce la centralità
della questione morale e auspica che i magistrati coinvolti,
"indipendentemente dall'accertamento di eventuali responsabilità,
abbiano la sensibilità istituzionale di fare un passo indietro
e liberare l'istituzione da ogni ombra di sospetto".
Per l'ANM, "E' inaccettabile che trapeli l'immagine di
una magistratura contigua a gruppi lobbistici e impegnata
in impropri interventi volti a influire sull'assegnazione
di affari e di incarichi prestigiosi. I magistrati si legittimano
esclusivamente nello svolgimento dell'attività giurisdizio-nale
esercitata con indipendenza e imparzialità e senza che si
insinui il dubbio di illeciti condizionamenti esterni. E'
indispensabile evitare che si determinino indebite commistioni
tra magistratura, politica e alta amministrazione e che, anche
dopo la cessazione dalla funzione svolta, i magistrati ricevano
incarichi che possano apparire collegati al pregresso esercizio
delle funzioni giudiziarie. E' questa la magistratura, delineata
dalla Costituzione, che l'Associazione intende rappresentare
e nella quale vuole identificarsi".
L'Anm conferma, pertanto, "l'impegno a contrastare con
ogni mezzo qualsiasi forma di contiguità a poteri politici
o affaristici e di opacità nei comportamenti al fine di restituire
credibilità all'intero corpo giudiziario. In tale prospettiva
un ruolo determinante deve essere svolto dal Csm appena eletto,
che dovrà porre al centro della propria azione la questione
morale, l'autoriforma della magistratura e, in particolare,
le tematiche concernenti la nomina dei dirigenti, le valutazioni
di professionalità, l'organizzazione degli uffici e il rispetto
del sistema tabellare".
Il Cdc si impegna sin d'ora a proseguire con rigore nell'attività
di vigilanza e denuncia "di comportamenti contrari, o
che comunque possano apparire tali, al codice deontologico
dell'Associazione". Il Comitato chiede, inoltre, un intervento
immediato delle istituzioni competenti per il completo accertamento
delle responsabilità e per sanzionare eventuali comportamenti
illeciti; che vengano adottate le modifiche normative volte
a evitare qualsiasi legame tra magi-strati e politica idoneo
a incidere sulla credibilità non solo del singolo, ma anche
dell'intero ordine giudiziario e che i probiviri accertino,
con la necessaria tempestività, le eventuali singole responsabilità
e propongano, in tal caso, al Cdc i provvedimenti previsti
dallo Statuto nei confronti dei soci.
 
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