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ANM
prende le distanze da magistrati coinvolti nelle inchieste
di
Mauro W. Giannini
I magistrati coinvolti nelle ultime inchieste (P3, Eolico,
appalti G8) dovrebbero dimettersi. È l'invito rivolto ai colleghi
espresso da Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione
nazionale magistrati, che esprime "indignazione e presa
di distanza".
Nel
corso della riunione del comitato direttivo dell'Anm, come
riporta il Corriere della sera, Casini ha detto che "Bisogna
avere la capacità e il coraggio di farsi da parte", ferme
restando tutte le garanzie previste dalla legge.
"Il
tema della questione morale non ammette indugi e tentennamenti.
Non vogliamo magistrati contigui al potente di turno e vicini
ai comitati d'affari. Vogliamo, invece, magistrati indipendenti
e integri la cui attività si affermi nelle aule di giustizia
e non nei salotti", avevano dichiarato tre giorni fa
Cascini e il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commentando
in una nota gli ultimi sviluppi dell'inchiesta della procura
di Roma per associazione per delinquere.
Per
i due leader dell'Associazione Magistrati, "Il clima
di inquinamento e di condizionamento che emerge dagli atti
- proseguono - e' allarmante. Chiediamo alle istituzioni competenti
di intervenire con prontezza e rigore".
Si
e' gia' dimesso Antonio Martone, l'ex avvocato generale della
Cassazione, affermando di non aver mai fatto pressione sui
giudici della Corte Costituzionale. In una lettera aperta
indirizzata al presidente dell'Anm, Martone ha negato tutte
le accuse scritte dalla stampa su di lui in questi giorni
e spiega i motivi che lo hanno spinto a decidere di lasciare
la magistratura dopo l'inchiesta sugli appalti per l'eolico
in Sardegna.
 
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