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03 maggio 2010
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Ordine dei giornalisti : Cicchitto minaccia chiusura. Reazioni
di Mauro W. Giannini

Reazioni sdegnate e opposizione energica alla proposta di una legge per abolire l'Ordine dei Giornalisti da parte del parlamentare del pdl Fabrizio Cicchitto.

"Ci piacerebbe sapere da quale cilindro l’onorevole Cicchitto abbia tirato fuori la proposta di presentare un ddl sull’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. - ha commentanto la Federazione Nazionale della Stampa - Ricordiamo all’esponente politico, infatti, che la categoria si sta sforzando da anni ad avere una forte riforma della legge istitutiva e non la sua abolizione". Per la FNSI, un conto e' ragionare della sua funzione in questa fase storica come ha fatto il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, "altro è lanciare anatemi e minacce. Ci pare francamente grottesco che Cicchitto se ne esca in questa maniera proprio in un momento in cui la categoria è alle prese con il ddl Alfano che si ripromette, tra le altre cose, anche di mandare in galera i giornalisti. La Fnsi si opporrà con tutte le forze a questa sciagurata iniziativa".

Per Franco Siddi, segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa, "Delle due l'una: o Cicchitto non è d'accordo con il Governo oppure ha deciso, con il Pdl, di assumere definitivamente i giornalisti come nemici di cancellare. Nessun'altra lettura è possibile della sua iniziativa... di un progetto di legge per abolire l'Ordine visto che ancora pochi giorni fa il ministro della Giustizia Alfano ha annunciato solennemente un'iniziativa per riqualificare e rafforzare le professioni". Per Siddi, "Sicuramente in una situazione normale e' piu' che lecito e doveroso affrontare i temi della riforma dell'ordinamento dei giornalisti. Se ne può e se ne deve discutere a 270 gradi. Gli altri 90 sono riservati e devono restare materia intangibile: riguardano l'articolo 2 dell'attuale legge dell'Ordine, che chiarisce principi, doveri e diritti fondamentali dei giornalisti quali professionisti di un'informazione da offrire lealmente ai cittadini con il criterio della verità e della responsabilità, nella tutela delle fonti e del segreto professionale, condizioni, cioè, di indipendenza e di autonomia".

Intanto si e' svolta alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati l’audizione informale del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti sulla proposta di legge (primo firmatario Pisicchio) contenente 'Modifiche alla legge 3 febbraio 1963, n. 69, in materia di ordinamento della professione di giornalista' che va in direzione opposta a quella ventilata da Cicchitto e infatti recepisce le aspettative della categoria. Nel corso dell’audizione, il Presidente dell'OdG Lorenzo Del Boca ha sottolineato che "una rapida approvazione della proposta di legge consentirebbe, in un momento di difficoltà e di crisi non solo economica della professione, oggi minacciata da provvedimenti restrittivi del diritto di cronaca, di offrire strumenti operativi ed istituzionali necessari alla categoria per essere al passo con in tempi e ad adempiere ai propri compiti".

Il Consiglio nazionale aveva invece incontrato il 15 aprile scorso il Ministro della Giustizia Alfano che aveva esposto agli Ordini il proprio programma di riforma delle professioni con un primo provvedimento relativo ai principi generali comuni, seguito poi da provvedimenti specifici di comparto o di categoria che disciplinino le peculiarita' delle singole professioni. Nell’occasione il Ministro ha sollecitato la collaborazione degli Ordini per l’individuazione dei principi generali e poi per le normative di settore, e si e' impegnato affinchè l’iter complessivo della riforma degli Ordini veda la sua conclusione nel triennio che resta all’attuale legislatura. I temi generali della legge quadro potranno essere l’accesso, la deontologia, le tariffe, il welfare dei professionisti, i sostegni economici alle strutture professionali, la pubblicità e la regolamentazione delle società professionali. Il Comitato Unitario per le Professioni (CUP), cui aderisce l’Ordine dei giornalisti, si è fatto carico di coordinare con gli Ordini ed i Collegi le proposte per la legge quadro (o Statuto) sulla riforma delle professioni da far pervenire in tempi rapidi al ministro oltre a raccogliere le istanze peculiari delle categorie per i provvedimenti di comparto o di categoria.


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