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03 maggio 2010
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Intercettazioni : giornalisti , bene dichiarazioni di Fini
di Mauro W. Giannini

"Le proposte del sindacato dei giornalisti in materia di intercettazioni sono tali da garantire il pieno equilibrio tra diritto all’informazione e diritto alla privacy" chiesti dal Presidente della Camera Gianfranco Fini. Lo sottolinea la Federazione Nazionale della Stampa, sostenendo che "al momento in cui gli atti dell’inchiesta diventano pubblici perché portati a conoscenza dell’indagato, si debba procedere ad una udienza-filtro che consenta al magistrato (sentite accusa e difesa) di stralciare e secretare le parti delle intercettazioni che riguardino terze persone estranee all’indagine, e anche quelle che riguardino gli indagati ma per aspetti attinenti a vicende private non rilevanti per l’indagine".

"L’esercizio del dovere di cronaca - fa notare FNSI - impone ai giornalisti di dar conto delle notizie di pubblico interesse di cui sono a conoscenza, senza censure né autocensure. Così ci può essere netta distinzione fra ciò che è di interesse pubblico, e che deve poter essere raccontato, e ciò che deve rimanere giustamente segreto. Inoltre il sindacato chiede, che la riforma della legge sulla professione giornalistica vari il Giurì per la lealtà dell’informazione, che permetta di sanzionare eventuali errori dei giornalisti in tempi brevissimi, garantendo dunque alla persona danneggiata una pronta riparazione del danno ricevuto. Tenere insieme il diritto-dovere dei cronisti, il diritto dei cittadini alla riservatezza e il diritto alla giustizia, è un obiettivo possibile che anche i giornalisti italiani sono interessati a conseguire".

Intanto la Giunta dell’Associazione Stampa Romana ribadisce la necessita' di "una forte mobilitazione contro il Ddl Alfano sulle intercettazioni, che di fatto decreta la morte del diritto di cronaca". Dopo la manifestazione indetta dalla Fnsi il 28 aprile davanti al Senato, la Giunta dell’Asr chiede al sindacato dei giornalisti di estendere e intensificare le iniziative a difesa della liberta' di informazione e del diritto dei cittadini a essere correttamente informati: "Occorre sottolineare e chiarire quale sia la posta in gioco di fronte all’introduzione di norme che si configurano come una vera e propria censura preventiva. Di fronte a questo attacco la Giunta della Asr sta valutando anche la possibilità di promuovere, sostenere e tutelare forme di disobbedienza civile". A breve la Giunta esaminerà anche iniziative regionali nelle quali coinvolgere partiti, sindacati, associazioni e singoli cittadini in un fronte comune a difesa di un diritto-dovere costituzionalmente garantito e fondante di una compiuta democrazia.

"Chissà se il Governo terrà conto delle parole che il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha pronunciato, davanti agli studenti dell'università dell'Insubria, parlando di informazione - si chiede invece il segretario dell'Associazione Stampa Romana Paolo Buturrini - Purtroppo, guardando ai provvedimenti presi sinora e a quelli in cantiere, mi permetto di dubitarne. Eppure il Presidente della Camera ha centrato una serie di problemi che sono quelli più volte denunciati dal sindacato dei giornalisti: dallo squilibrio delle risorse alla mancanza di editori puri, dall’esigenza di una profonda riforma dell’Ordine alla necessità che, pur con una profonda revisione del metodo, si continuino a sostenere le testate di partito e di idee, ad un progressivo scivolamento etico a danno delle minoranze di questo Paese". Nodi complicati da una crisi dell’Editoria "per la quale il Governo non ha messo in campo alcuna idea propulsiva. Vale la pena ricordare - conclude Butturini - che siamo ancora in attesa della convocazione degli Stati Generali del settore, più volte promessa dal sottosegretario Boniauti e mai realizzata".


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