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Intercettazioni
: giornalisti , bene dichiarazioni di Fini
di
Mauro W. Giannini
"Le proposte del sindacato dei giornalisti in materia
di intercettazioni sono tali da garantire il pieno equilibrio
tra diritto all’informazione e diritto alla privacy"
chiesti dal Presidente della Camera Gianfranco Fini. Lo sottolinea
la Federazione Nazionale della Stampa, sostenendo che "al
momento in cui gli atti dell’inchiesta diventano pubblici
perché portati a conoscenza dell’indagato, si debba procedere
ad una udienza-filtro che consenta al magistrato (sentite
accusa e difesa) di stralciare e secretare le parti delle
intercettazioni che riguardino terze persone estranee all’indagine,
e anche quelle che riguardino gli indagati ma per aspetti
attinenti a vicende private non rilevanti per l’indagine".
"L’esercizio
del dovere di cronaca - fa notare FNSI - impone ai giornalisti
di dar conto delle notizie di pubblico interesse di cui sono
a conoscenza, senza censure né autocensure. Così ci può essere
netta distinzione fra ciò che è di interesse pubblico, e che
deve poter essere raccontato, e ciò che deve rimanere giustamente
segreto. Inoltre il sindacato chiede, che la riforma della
legge sulla professione giornalistica vari il Giurì per la
lealtà dell’informazione, che permetta di sanzionare eventuali
errori dei giornalisti in tempi brevissimi, garantendo dunque
alla persona danneggiata una pronta riparazione del danno
ricevuto. Tenere insieme il diritto-dovere dei cronisti, il
diritto dei cittadini alla riservatezza e il diritto alla
giustizia, è un obiettivo possibile che anche i giornalisti
italiani sono interessati a conseguire".
Intanto la Giunta dell’Associazione Stampa Romana ribadisce
la necessita' di "una forte mobilitazione contro il Ddl
Alfano sulle intercettazioni, che di fatto decreta la morte
del diritto di cronaca". Dopo la manifestazione indetta
dalla Fnsi il 28 aprile davanti al Senato, la Giunta dell’Asr
chiede al sindacato dei giornalisti di estendere e intensificare
le iniziative a difesa della liberta' di informazione e del
diritto dei cittadini a essere correttamente informati: "Occorre
sottolineare e chiarire quale sia la posta in gioco di fronte
all’introduzione di norme che si configurano come una vera
e propria censura preventiva. Di fronte a questo attacco la
Giunta della Asr sta valutando anche la possibilità di promuovere,
sostenere e tutelare forme di disobbedienza civile".
A breve la Giunta esaminerà anche iniziative regionali nelle
quali coinvolgere partiti, sindacati, associazioni e singoli
cittadini in un fronte comune a difesa di un diritto-dovere
costituzionalmente garantito e fondante di una compiuta democrazia.
"Chissà
se il Governo terrà conto delle parole che il Presidente della
Camera Gianfranco Fini ha pronunciato, davanti agli studenti
dell'università dell'Insubria, parlando di informazione -
si chiede invece il segretario dell'Associazione Stampa Romana
Paolo Buturrini - Purtroppo, guardando ai provvedimenti presi
sinora e a quelli in cantiere, mi permetto di dubitarne. Eppure
il Presidente della Camera ha centrato una serie di problemi
che sono quelli più volte denunciati dal sindacato dei giornalisti:
dallo squilibrio delle risorse alla mancanza di editori puri,
dall’esigenza di una profonda riforma dell’Ordine alla necessità
che, pur con una profonda revisione del metodo, si continuino
a sostenere le testate di partito e di idee, ad un progressivo
scivolamento etico a danno delle minoranze di questo Paese".
Nodi complicati da una crisi dell’Editoria "per la quale
il Governo non ha messo in campo alcuna idea propulsiva. Vale
la pena ricordare - conclude Butturini - che siamo ancora
in attesa della convocazione degli Stati Generali del settore,
più volte promessa dal sottosegretario Boniauti e mai realizzata".
 
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