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24 aprile 2010
tutti gli speciali

CIE : sapone liquido per morire
riceviamo e pubblichiamo

Stamattina leggo un’ amena notizia dal Corriere della Sera e qualcosa non mi torna: Joy Omoruy, la giovane nigeriana che aveva denunciato di aver subito abusi sessuali da parte di un ispettore di polizia nel CIE , ha tentato… il suicidio nel CIE di Modena. E si aggiunge: “Ha tentato il suicidio ingoiando del sapone liquido nel centro di identificazione e espulsione di Modena Joy Omoruy, la giovane nigeriana che aveva denunciato di aver subito abusi sessuali da parte di un ispettore di polizia. La donna era stata condannata a sei mesi di carcere nei mesi scorsi per disordini nel Cie di Milano. Per la sua denuncia il poliziotto e’ stata iscritto nel registro degli indagati e l’incidente probatorio si terra’ il prossimo 8 giugno. Un riferimento alle violenze che sarebbe state subite dalla donna era contenuto anche nel volantino di rivendicazione della Fai, la federazione anarchica informale, che accompagnava il pacco bomba esploso il 27 marzo scorso in un centro postale di Milano”.

Dal Blog Noi non siamo complici, approfondisco a modo mio quanto segue: “Mesi e mesi di vita rubata tra Cie e carcere dopo anni di vita rubata dai suoi sfruttatori. Quello di Joy non è un tentato suicidio, ma un tentato omicidio, e sappiamo bene chi vuole la sua morte: chi sta facendo di tutto per non farla uscire dal Cie, chi da settimane cerca di piegarla e distruggerla psicologicamente, chi cerca di isolarla impedendo i colloqui con lei e negandole la linfa vitale delle relazioni. Tutti/e costoro – e i loro complici – sono responsabili del gesto disperato di Joy che oggi i suoi avvocati hanno voluto denunciare con un comunicato stampa mandato alle agenzie. Chiediamo a chi intende riprendere il comunicato di omettere, come abbiamo fatto noi, il suo cognome. Immigrazione/ Denunciò stupro al Cie: nigeriana tenta suicidio Il 17 aprile Joy (***) ha ingerito sapone al Cie di Modena (da Apcom) Joy (***), la 28enne nigeriana che ha denunciato un tentativo di violenza sessuale da parte di un ispettore di polizia nel Cie di Milano l’estate scorsa, ha tentato il suicidio all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di Modena dove è trattenuta da alcuni mesi. A quanto risulta ad Apcom, il 17 aprile scorso, la donna ha ingerito un intero flacone di sapone ed è stata ricoverata in ospedale dove le è stata praticata una lavanda gatrica.

Sentito da Apcom, l’avvocato Eugenio Losco, che insieme con il collega Massimiliano D’Alessio difende la donna, conferma l’episodio: “Se l’è cavata, ma sono molto preoccupato perché, dopo questo tentativo, Joy continua a manifestare propositi suicidi e non vorrei contare il secondo morto nella vicenda seguita alle proteste nel Cie di Milano”. L’avvocato si riferisce al suicidio, nel gennaio scorso, a San Vittore di Mohamed El Aboubj, in carcere dopo la condanna in primo grado nel processo con rito direttissimo per la “rivolta” in cui fu coinvolta anche Joy. “Joy è nei Cie da quasi un anno in attesa di espulsione ed è fisicamente e psicologicamente molto provata, sia per la detenzione che per il dilatarsi dei tempi di inoltro della denuncia che ha fatto contro i suoi sfruttatori e che le farebbe ottenere un permesso di soggiorno per protezione sociale” continua il legale, sottolineando che la situazione per Joy, in Italia dal 2002 per fare la parrucchiera e poi diventata prostituta, si è “ulteriormente aggravata dopo che il 12 aprile scorso, giorno in cui era prevista la sua liberazione, le è stato comunicato che sarebbe dovuta rimanere al Cie per altri due mesi”. Per quanto riguarda la vicenda della presunta violenza sessuale (l’ispettore accusato ha sporto querela contro la donna), l’avvocato fa sapere che l’8 giugno prossimo il Gip Guido Salvini ha fissato l’incidente probatorio per l’audizione della donna nigeriana.”

Mi chiedo a questo punto chi sia questa Federazione Anarchica Informale e trovo una nota del 17 dicembre 2009 su Indymedia:”…Se pure la Federazione Anarchica Informale fosse relamente anarchica, tutte le azioni da essa rivendicate sono effettivamente anarchiche?Cioè, non è possibile che la FAInformale sia stata davvero concepita come anarchica e poi, proprio per la sua natura informale, il suo nome venga utilizzato da chiunque voglia gettare discredito o incrementare la repressione?Questo è un grosso limite dell’informalità…Perchè si sente la necessità di firmare certe azioni?Perchè si sente la necessità di dichiarare l’appartenenza politica a questa o quall’altra fazione politica quando non è strettamente necessario? Ovvero per denunciare le violenze ai migranti non serve dire: sono anarchico! o sono marxista-leninista! o sono catto-comunista!….Un fatto è un fatto, e non serve apporci il marchio, anzi, il marchio è pericoloso perchè incrementa la repressione verso gli altri compagni e compagne”. Seguirono commenti molto interessanti, alla luce dei fatti di oggi.

Doriana Goracci

per approfondire...

Espulsioni e rischio tortura: Italia condannata a Strasburgo

Dossier immigrazione

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