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15 aprile 2010
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Turchia : oppositori politici detenuti da un anno senza accuse
di Shorsh Surme*

A distanza di un anno non è stato ancora formalizzato alcun capo d'accusa nei confronti di 1485 membri del disciolto partito curdo il Partito della società democratica (DTP), ed altri esponenti della società civile curda in Turchia.

Le accuse cominciarono sia da parte del governo sia da parte dei militari turchi subito dopo le amministrative del marzo 2009 che portarono ad una nettissima affermazione del DTP nella regione del Kurdistan della Turchia e sicuramente una netta sconfitta del partito di Erdogan, Partito della giustizia e dello sviluppo (AKP).

Alcuni giorni fa, l'attuale segretario del Partito per la pace e la democrazia (BDP) che ha sostituito il DTP, Selahattin Demirtas, ha criticato duramente il governo di Ankara, dicendo “L'operazione di polizia iniziata contro il nostro partito è poi continuata come una operazione politica. I nostri amici e colleghi sono detenuti sulla base di false dichiarazioni e prove prefabbricate. 1485 militanti sono ancora incarcerati” e ha continuato “Noi continuiamo ha combattiamo per la democrazia”.

Infatti, l'operazione della polizia contro le sedi del partito ebbe inizio proprio il 14 Aprile di un anno fa. La ragione degli arresti fu il sospetto di far parte del Confederazione del Popolo del Kurdistan (KCK) considerato dalla Turchia come il braccio destro del partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Furono arrestati il Presidente del Consiglio municipale di Diyarabakir, Seyhmus Bayhan, il Vice Sindaco di Baglar, Haci Erdemir, il Vice Sindaco di Kayapinar, Sebahattin Dinc, il Segretario generale della Municipalità di Büyüksehir, Hüseyin Bayrak, nonchè H. Hüseyin Ebem, della Direzione del DTP e l’ex Presidente dell’Assemblea Provinciale Kerem Duruk, Segretario del Congresso della Società Democratica. Questo sarebbe lo sforzo del governo Turco per risolvere la questione curda!

Un governo che ha condannato di nuovo l'ex deputata curda del DEP Leyla Zana a tre anni di prigione con l'accusa di svolgere propaganda per “un'organizzazione terroristica”. Layla, che è nata nel 1961, è una donne instancabile. Nel 1991, spinta dalla volontà e dall’incitamento della popolazione, si candidò alle elezioni, così fu eletta a Diyarbakir con una maggioranza schiacciante come deputata della Grande Assemblea Nazionale Turca.

Ad Ankara, Leyla si scontrò ancora con le vecchie tradizioni di stampo patriarcale e maschilista. Dei 450 deputati allora cerano soltanto 8 donne e Leyla era l'unica deputata curda. Il suo giuramento come parlamentare pronunciato in lingua turca e curda le costò 10 anni di detenzione, terminati solo dopo il secondo processo voluto dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo. Non ha mai cessato di impegnarsi per il rispetto dei diritti umani in Turchia e nel mondo.

* giornalista curdo-iracheno

per approfondire...

Turchia: riduzione dei diritti e delle liberta'

Dossier diritti

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