|
Turchia
: oppositori politici detenuti da un anno senza accuse
di
Shorsh Surme*
A distanza di un anno non è stato ancora formalizzato alcun
capo d'accusa nei confronti di 1485 membri del disciolto partito
curdo il Partito della società democratica (DTP), ed altri
esponenti della società civile curda in Turchia.
Le
accuse cominciarono sia da parte del governo sia da parte
dei militari turchi subito dopo le amministrative del marzo
2009 che portarono ad una nettissima affermazione del DTP
nella regione del Kurdistan della Turchia e sicuramente una
netta sconfitta del partito di Erdogan, Partito della giustizia
e dello sviluppo (AKP).
Alcuni giorni fa, l'attuale segretario del Partito per la
pace e la democrazia (BDP) che ha sostituito il DTP, Selahattin
Demirtas, ha criticato duramente il governo di Ankara, dicendo
“L'operazione di polizia iniziata contro il nostro partito
è poi continuata come una operazione politica. I nostri amici
e colleghi sono detenuti sulla base di false dichiarazioni
e prove prefabbricate. 1485 militanti sono ancora incarcerati”
e ha continuato “Noi continuiamo ha combattiamo per la democrazia”.
Infatti, l'operazione della polizia contro le sedi del partito
ebbe inizio proprio il 14 Aprile di un anno fa. La ragione
degli arresti fu il sospetto di far parte del Confederazione
del Popolo del Kurdistan (KCK) considerato dalla Turchia come
il braccio destro del partito dei lavoratori del Kurdistan
(PKK). Furono arrestati il Presidente del Consiglio municipale
di Diyarabakir, Seyhmus Bayhan, il Vice Sindaco di Baglar,
Haci Erdemir, il Vice Sindaco di Kayapinar, Sebahattin Dinc,
il Segretario generale della Municipalità di Büyüksehir, Hüseyin
Bayrak, nonchè H. Hüseyin Ebem, della Direzione del
DTP e l’ex Presidente dell’Assemblea Provinciale Kerem Duruk,
Segretario del Congresso della Società Democratica. Questo
sarebbe lo sforzo del governo Turco per risolvere la questione
curda!
Un
governo che ha condannato di nuovo l'ex deputata curda del
DEP Leyla Zana a tre anni di prigione con l'accusa di svolgere
propaganda per “un'organizzazione terroristica”. Layla, che
è nata nel 1961, è una donne instancabile. Nel 1991, spinta
dalla volontà e dall’incitamento della popolazione, si candidò
alle elezioni, così fu eletta a Diyarbakir con una maggioranza
schiacciante come deputata della Grande Assemblea Nazionale
Turca.
Ad
Ankara, Leyla si scontrò ancora con le vecchie tradizioni
di stampo patriarcale e maschilista. Dei 450 deputati allora
cerano soltanto 8 donne e Leyla era l'unica deputata curda.
Il suo giuramento come parlamentare pronunciato in lingua
turca e curda le costò 10 anni di detenzione, terminati solo
dopo il secondo processo voluto dalla Corte dei diritti umani
di Strasburgo. Non ha mai cessato di impegnarsi per il rispetto
dei diritti umani in Turchia e nel mondo.
*
giornalista curdo-iracheno
 
Turchia:
riduzione dei diritti e delle liberta'
Dossier
diritti
|