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Turchia
: riduzione dei diritti e delle liberta'
di
Shorsh Surme*
Dopo la chiusura del partito curdo Partito della società democratica
(DTP), ora tocca alla neonato Partito della Pace e della Democrazia
(BDP) che è già nel merino della Consiglio Superiore della
Magistratura turco che è composto da 3 giudici di Cassazione,
da 2 giudici del Consiglio di Stato oltre che dal Ministro
della Giustizia e dal Ministro degli Interni.
Non dimentichiamo che il vero vincitore delle ultime elezioni
in Turchia è stato il DTP, che si era affermato come principale
partito in tutto il Kurdistan della Turchia. Il partito curdo
ha infatti conquistato, oltre a Diyarbakir, anche Van, Tunceli,
Batman, Siirt, Sirnak, Hakkari e il comune orientale di Igdir,
prima controllato dall'MHP.
Sicuramente
questo successo di un partito curdo non è andato giù ai partiti
nazionalisti turchi ed ai generali, che sono stati i veri
artefici della chiusura. Le accuse che si stanno formulando
nei confronti del nuovo partito BDP (nato proprio per rimpiazzare
il Partito della società democratica Dtp messo al bando lo
scorso dicembre) e di alcuni suoi membri, e' infatti che si
sarebbero resi responsabili di apologia di istituzioni criminali
e avrebbero invitato a rifiutare l’obbligo di leva militare.
Infatti,
secondo quanto reso noto dei principali giornali Turchi, la
procura di Ankara avrebbe aperto un’indagine sul primo congresso
del partito, tenutosi lunedì scorso. Secondo la procura della
capitale turca, sarebbero sotto accusa alcuni interventi dei
due neo-eletti co-presidenti del partito, Selahattin Demirtas
e Gulten Kisanak, e della presidentessa dell’assemblea, Sevahir
Bayindir, ma anche alcuni slogan intonati dal pubblico a favore
della libertà al popolo curdo.
Nel loro discorso, sia la Kisanak che la Bayindir hanno sottolineato
quanto è importante il dialogo per il raggiungimento di una
pace nel Kurdistan della Turchia, e hanno criticato il Partito
di giustizia e sviluppo (Akp), attualmente al governo, il
quale non starebbe attuando alcuna riforma, ma avrebbe anzi
“ridotto i diritti e le libertà”.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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