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Anche Mieli con la fake
di Paolo Mossetti
Senza troppo clamore, oltre a Cruciani, a diversi quotidiani di destra o estrema destra, anche Paolo Mieli, la cui influenza attraversa intoccabile quarant'anni il giornalismo italiano, ha ripetuto la bufala secondo cui El-Sayed avrebbe ringraziato la moglie per stare a casa con i figli.
Lo ha fatto in diretta su Radio 24, di proprietà di Confindustria, in uno dei tanti programmi dove è ospite assiduo, parlando di una moglie «vestita in modo musulmano perfetto», che sarebbe stata presentata così dal marito: «Ringrazio la mia bellissima moglie per essere stata a casa a prendersi cura delle mie figlie. Mentre dormivo fuori una sera dopo l'altra sapevo che sarebbero state ben accudite».
Da qui poi i soliti mielismi, elaborati come se fossero brillanti sparigliamenti di carte: «Ora, fermatevi a riflettere su queste parole... se le avessi dette te tua moglie si sarebbe rivelata, tutti avrebbero detto ma che vergogna, ma come si fa a dire una parola del genere».
L'intero sistema mediatico mondiale - sembra essere il ragionamento implicito di Mieli - è talmente afflitto da buonismo nei confronti della cultura patriarcale musulmana, che «l'unica che se n'è accorta» di questa storia è Esther Viola sul Foglio (una scrittrice di costume). «Brava», aggiunge.
Nel discorso originale, rintracciabile in un minuto su Google, El-Sayed dice della moglie, una psichiatra, un curriculum universitario e professionale «decisamente brillante»: «Sarah, grazie. Grazie di tutto. Non potrei farcela senza di te e non vorrei affrontare tutto questo con nessun'altra persona».
Ma anche per le fake news e i diffusori di fake news in Italia c'è una catena alimentare, gerarchica molto specifica e rigida, in Italia.
 
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