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07 novembre 2026
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La ripresa
trad. di Antonella Salamone

È bastata un'ora di pioggia per allagare un'intera città. I ​​video che stanno arrivando dall'interno delle tende sono scioccanti e terrificanti. Intere famiglie stanno lottando per salvare quel poco che è rimasto dalle acque che salgono.

Stanotte nessuno a Gaza dormirà. E’ iniziato a piovere e le famiglie sono prese dal terrore di vedere le proprie tende allagate o le case danneggiate e instabili crollare sopra di esse.

È esattamente ciò che avevo ripetutamente preannunciato negli ultimi giorni. Ho pubblicato decine di post, lanciando l'allarme su questa giornata e sulla pioggia che avrebbe allagato le tende, aggravando ulteriormente le sofferenze della popolazione.

Ora, tutto ciò che temevamo si sta avverando. Le tende sono allagate, le famiglie stanno annegando nell'acqua piovana e gli edifici danneggiati rischiano di crollare addosso a chi ci vive.

Non riesco a descrivere l'entità di questo abbandono. Non ci sono parole sufficienti per descrivere questa scena. Abbiamo avvertito, abbiamo gridato e implorato, ma le famiglie sono state lasciate sole ad affrontare questo disastro.

Migliaia di bambini e le loro famiglie si trovano ad affrontare forti piogge e inondazioni senza alcun riparo. Tamer Nahed su X

Gaza… Uno sterminio silenzioso chiamato “ripresa”

A Gaza, l'ingresso di beni essenziali è vietato o limitato: batterie, pannelli solari, telefoni e pezzi di ricambio; forniture mediche vitali, mentre i medicinali scarseggiano e le cure vengono interrotte; materiali da costruzione e riparazioni alle reti idriche e fognarie; automobili, pezzi di ricambio e componenti per generatori, con restrizioni sul carburante.

Alcuni alimenti, aiuti umanitari e beni commerciali riescono ad entrare, ma la loro presenza sui mercati non significa che la popolazione possa permetterseli, né garantisce cibo a sufficienza.

Dietro queste restrizioni ci sono pazienti in attesa, famiglie senza reddito né un alloggio sicuro e bambini che studiano in tende minacciate dalla pioggia, mentre i bombardamenti e la caduta dei martiri continuano.

Di che tipo di “ripresa” parlano alcune organizzazioni internazionali? Ripresa significa accesso alle cure mediche, una casa sicura, una scuola che protegga i bambini e una vita senza paura.

Non permettiamo che la “ripresa” diventi un eufemismo per la continuazione dello sterminio. Gaza ha bisogno dei beni di prima necessità, non di un'opera di abbellimento che segua la sua lenta agonia.
Dr.Muneer Alboursh su X

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