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Lieberman apre ai partiti ultra-ortodossi ma non a quelli arabi
di Tamara Gallera
Venerdì, Avigdor Lieberman, leader del partito di opposizione di destra israeliano Yisrael Beytenu, ha rimosso il suo veto all'ingresso in un governo che includa rappresentanti dei partiti ultra-ortodossi, pur ribadendo la sua contrarietà a un esecutivo che dipenda dai partiti arabi.
Lieberman, che fa parte del "blocco del cambiamento" – il quale comprende anche il partito Yashar di Gadi Eisenkot, l'alleanza "Together" di Yair Lapid e Naftali Bennett, e il partito dei Democratici di Yair Golan – ha dichiarato che è necessario "porre fine all'era Netanyahu".
Mettendo inoltre in guardia contro la possibilità di nuove elezioni, ha scritto sul social network X: "Non dobbiamo formare un governo che si basi sull'astensione della Lista Araba Unita (Joint List) e di Ra'am".
La Lista Araba Unita (Joint List) e Ra'am (Lista Araba Unita) sono formazioni a prevalenza araba che, nelle elezioni legislative del 27 ottobre, hanno ottenuto complessivamente 19 seggi.
"Su altre questioni, tuttavia, è possibile – anzi, auspicabile – mostrare flessibilità e raggiungere dei compromessi. Ciò vale anche per la legge sulla coscrizione", ha affermato Lieberman, riferendosi alla normativa sul servizio militare obbligatorio che riguarda gli ebrei Haredi (ultra-ortodossi).
"Pertanto, occorre profondere il massimo sforzo per formare una coalizione di 61 membri della Knesset, senza la Lista Araba Unita né Ra'am", ha aggiunto.
Non è giunto alcun commento immediato da parte delle formazioni arabe in merito alle dichiarazioni dell'esponente dell'opposizione.
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