 |
Roma scelga
di Edoardo Morello
Ricapitoliamo, perché ormai serve il calendario.
21 ottobre: padre e figlio italiani arrestati ed espulsi dalla Cisgiordania.
22 ottobre: cinque attiviste italiane fermate ad Al Bweib, nella stessa ondata in cui finiscono in rete circa novanta volontari stranieri.
29 ottobre: altri cinque italiani fermati ad Al Lubban al-Gharbiyye.
6 novembre: Kafr Ni'ma, vicino a Ramallah. Quattordici volontari internazionali arrestati. Tra loro Giorgia Lombardi, consigliera comunale della Spezia e membro del Consiglio nazionale di Europa Verde, e altri italiani.
Cosa facevano? Raccoglievano olive. Accompagnavano i contadini palestinesi nei campi, perché da anni, in questa stagione, i coloni arrivano con bastoni, cani e sassi.
La sceneggiatura non cambia mai. Arrivano i coloni, picchiano i palestinesi, aggrediscono i volontari. Poi arrivano esercito e polizia. E arrestano.
Piccolo particolare: arrestano i volontari. Quelli col bastone restano sul campo, indisturbati. A chi raccoglieva olive, invece, si ritira il passaporto: notoriamente l'arma preferita del terrorismo agricolo.
Giorgia Lombardi è riuscita a mandare un vocale ad Angelo Bonelli, che ha avvisato personalmente la Farnesina. Ora tocca al governo.
Lo stesso governo che a maggio, davanti agli attivisti della Flotilla in ginocchio con le mani legate, aveva scoperto la parola "inaccettabile". Poi l'ha riposta nel cassetto. È il momento di tirarla fuori: attivazione immediata del ministero e dell'ambasciata, liberazione dei nostri connazionali e di tutti i volontari.
Delle due l'una: o è reato raccogliere le olive, o è reato picchiare chi le raccoglie.
In Cisgiordania hanno già scelto. Resta da sapere cosa sceglie Roma.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|