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Congresso USA: cresce il sostegno alla Palestina nel
di
Pierfrancesco Pallante
Undici democratici, che si sono espressi a favore dei diritti dei palestinesi, hanno condannato la guerra di Israele a Gaza e si sono opposti al sostegno militare statunitense a Israele, hanno ottenuto un seggio al Congresso nelle elezioni di metà mandato.
Tra gli eletti figurano due candidati al Senato e nove alla Camera; diversi di loro hanno chiesto la fine dell'assistenza militare statunitense a Israele o hanno accusato il Paese di commettere un genocidio a Gaza.
Queste vittorie giungono nel momento in cui i Democratici riprendono il controllo di entrambe le Camere del Congresso, offrendo ai legislatori maggiori opportunità per contestare i trasferimenti di armi verso Israele, sottoporre a scrutinio l'assistenza militare e spingere per un cambiamento nella politica di Washington riguardo alla guerra di Israele a Gaza.
Ecco un elenco dei parlamentari appena eletti e di quelli già in carica che sostengono i diritti dei palestinesi.
Abdul El-Sayed, Michigan
Il medico ed ex funzionario della sanità pubblica ha sconfitto il repubblicano Mike Rogers, diventando il primo musulmano americano eletto al Senato degli Stati Uniti.
El-Sayed si è fatto promotore, con voce ferma, dei diritti dei palestinesi, definendo la guerra di Israele a Gaza un genocidio e chiedendo la fine del sostegno militare statunitense a Israele.
Troy Jackson, Maine:
L'ex presidente del Senato del Maine ha sconfitto la senatrice repubblicana Susan Collins, in carica da cinque mandati.
Jackson ha accusato Israele di commettere un genocidio a Gaza e ha chiesto la fine dell'assistenza militare statunitense a Israele.
Camera dei Rappresentanti
Darializa Avila Chevalier, New York
La candidata democratica ha vinto nel 13° distretto congressuale dello Stato.
Già attivista nel campo pro-Gaza presso la Columbia University e vicina ai Democratic Socialists of America (Socialisti Democratici d'America), Avila Chevalier ha difeso la sua partecipazione a una manifestazione filo-palestinese l'8 ottobre 2023.
Ha inoltre ricevuto il sostegno di Zohran Mamdani, membro del consiglio comunale di New York.
Claire Valdez, New York
Membro dei Democratic Socialists of America ed ex legislatrice dello Stato di New York, ha vinto nel 7° distretto congressuale dello Stato.
Valdez è stata una critica accesa delle politiche israeliane e ha anch'ella ricevuto il sostegno di Mamdani.
Brad Lander, New York
L'ex revisore dei conti (comptroller) della città di New York ha vinto nel 10° distretto congressuale dello Stato, dopo aver sconfitto alle primarie democratiche il deputato uscente Dan Goldman, di posizioni filo-israeliane.
Lander ha definito la campagna militare di Israele a Gaza un genocidio e l'occupazione dei territori palestinesi un apartheid.
Sostiene la soluzione a due Stati e si è descritto come un "sionista liberale", pur promuovendo i diritti dei palestinesi.
Adam Hamawy, New Jersey
Chirurgo plastico di origini egiziane ed ex medico militare dell'esercito statunitense, ha vinto nel 12° distretto congressuale dello Stato.
Hamawy, che nel 2024 ha prestato servizio come volontario in ambito medico a Gaza, ha basato la sua campagna elettorale sulla richiesta di porre fine all'assistenza militare statunitense a Israele.
Melat Kiros, Colorado
Esponente del socialismo democratico, ha vinto nel 1° distretto congressuale dello Stato dopo aver sconfitto alle primarie la deputata democratica uscente Diana DeGette, in carica da lungo tempo.
Kiros, vicina ai Democratic Socialists of America, ha criticato le politiche israeliane e il sionismo.
È diventata la prima donna nera eletta al Congresso in rappresentanza del Colorado.
Donavan McKinney, Michigan
Il deputato statale, vicino ai Democratic Socialists of America, ha vinto nel 13° distretto congressuale del Michigan.
McKinney ha definito la guerra di Israele a Gaza un genocidio e si è impegnato a sostenere il "Block the Bombs Act", un provvedimento che vieterebbe la vendita di determinati tipi di armi a Israele.
Christopher Rabb, Pennsylvania
Il deputato statale ha vinto nel 3° distretto congressuale della Pennsylvania.
Rabb è vicino ai Democratic Socialists of America e ha criticato le politiche israeliane. A settembre, ha partecipato a una protesta in occasione del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Frederick D. Haynes III, Texas
Il pastore e attivista per i diritti civili di Dallas ha conquistato il 30° distretto congressuale dello Stato, succedendo all'ex deputata Jasmine Crockett.
Haynes si è espresso contro il genocidio, inclusa la situazione a Gaza.
Analilia Mejia, New Jersey
L'organizzatrice progressista ha ottenuto un mandato completo in rappresentanza dell'11° distretto congressuale dello Stato, dopo aver già conquistato il seggio in un'elezione suppletiva.
Mejia è stata una critica accesa della campagna militare di Israele a Gaza, definendola un genocidio e chiedendo la fine del sostegno statunitense a Israele.
Parlamentari riconfermati
Diversi membri della Camera in carica, che si sono fatti promotori dei diritti dei palestinesi e hanno criticato il sostegno degli Stati Uniti a Israele, sono stati rieletti.
Tra questi figurano: Rashida Tlaib (12° distretto congressuale del Michigan), Ilhan Omar (5° distretto congressuale del Minnesota), Alexandria Ocasio-Cortez (14° distretto congressuale di New York), Summer Lee (12° distretto congressuale della Pennsylvania), Delia Ramirez (3° distretto congressuale dell'Illinois), Ayanna Pressley (7° distretto congressuale del Massachusetts), Pramila Jayapal (7° distretto congressuale dello Stato di Washington) e Andre Carson (7° distretto congressuale dell'Indiana).
Tlaib e Omar sono state tra le voci più critiche al Congresso riguardo alla campagna militare di Israele a Gaza e all'assistenza militare statunitense al Paese.
L'organizzazione "Democratic Socialists of America" (Socialisti Democratici d'America) ha registrato almeno cinque nuove vittorie alla Camera, che riguardano Rabb, McKinney, Avila Chevalier, Valdez e Kiros.
Questi successi ampliano la presenza dell'organizzazione al Congresso, che finora contava solo due membri: Ocasio-Cortez e Tlaib.
I risultati indicano una crescente presenza di democratici progressisti che sostengono un cambiamento nella politica di Washington nei confronti di Israele.
Tuttavia, i parlamentari non hanno posizioni identiche: alcuni sostengono la soluzione a due Stati, mentre altri propugnano cambiamenti più radicali nella politica statunitense, tra cui l'embargo sulle armi e la cessazione dell'assistenza militare.
La loro maggiore presenza potrebbe intensificare le pressioni sulla leadership democratica al Congresso in merito ai trasferimenti di armi, agli aiuti militari e al sostegno diplomatico degli Stati Uniti a Israele.
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