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03 novembre 2026
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Media israeliani sgomenti per risultati delle midterm USA
di Mauro W. Giannini

Oggi i media israeliani hanno descritto la perdita della maggioranza del Partito Repubblicano al Congresso degli Stati Uniti come un "colpo" per il presidente Donald Trump e per Israele, in un contesto segnato dall'ascesa di legislatori democratici critici nei confronti delle politiche di Israele e dell'assistenza militare statunitense al Paese.

I media israeliani hanno definito l'esito un "tsunami blu" – con riferimento al colore che identifica il Partito Democratico – e hanno messo in guardia da possibili ripercussioni sulle relazioni tra Stati Uniti e Israele durante i due anni rimanenti del mandato di Trump.

Il quotidiano Maariv ha titolato un articolo sul proprio sito web: "Trump non è stato l'unico sconfitto; i risultati elettorali sollevano profonde preoccupazioni in Israele". "Il Partito Repubblicano ha subito un duro colpo nelle elezioni di metà mandato statunitensi, ma questi risultati potrebbero avere implicazioni significative anche per le relazioni tra Washington e Israele", si legge nel testo.

Il giornale osserva che alcuni candidati democratici progressisti – contrari all'assistenza militare statunitense a Israele e critici verso le sue politiche a Gaza – hanno ottenuto seggi al Congresso, rafforzando così una corrente interna al partito che punta a modificare l'approccio di Washington nei confronti di Israele. Viene inoltre sottolineata la vittoria del democratico Troy Jackson nel Maine, che ha superato la senatrice repubblicana Susan Collins, in carica dal 1997 e nota per essere una delle più convinte sostenitrici di Israele. Il quotidiano ricorda come, durante la campagna elettorale, Jackson abbia chiesto di porre fine all'assistenza militare statunitense a Israele.

Secondo Maariv, i risultati riflettono uno spostamento negli equilibri di potere all'interno del Partito Democratico e potrebbero accrescere la pressione sulla sua leadership affinché venga rivista la politica verso Israele in vista delle elezioni presidenziali del 2028, sebbene ciò non garantisca un cambiamento immediato nella linea ufficiale degli Stati Uniti.

Il quotidiano Yedioth Ahronoth ha titolato il suo articolo: «Sconfitta umiliante per Trump: i Democratici conquistano la Camera e il Senato in uno storico "tsunami blu"». «Il Partito Democratico negli Stati Uniti ha ottenuto una vittoria significativa, infliggendo una sconfitta schiacciante al presidente Donald Trump; i Democratici hanno conquistato non solo la Camera dei Rappresentanti, come previsto dai sondaggi, ma anche il Senato», si legge nel testo.

Il giornale aggiunge che i Democratici hanno strappato seggi in distretti precedentemente considerati roccaforti repubblicane, il che consentirà loro di limitare l'operato di Trump durante i restanti due anni del suo mandato. Secondo il quotidiano, i risultati trasformeranno l'amministrazione Trump in un'«anatra zoppa» (*lame duck*), espressione che indica la difficoltà di far approvare leggi e decisioni quando l'opposizione controlla il potere legislativo.

Il quotidiano Israel Hayom sostiene che la sconfitta di Trump nelle elezioni di metà mandato stia ridisegnando il panorama politico a Washington, ponendo nuove sfide per Israele. Il giornale osserva che, a partire da gennaio, il controllo democratico su entrambe le Camere del Congresso consentirà al partito di bloccare leggi e nomine di alto livello, nonché di avviare indagini sull'amministrazione Trump. «Con i Repubblicani che iniziano a prendere le distanze dal presidente, Israele si troverà a dover interagire con un Congresso molto più critico», scrive il quotidiano.

Viene inoltre sottolineato che questioni come il confronto con l'Iran, le sanzioni e gli accordi regionali — che richiedono l'approvazione del Congresso — potrebbero diventare punti di attrito con la Casa Bianca.

Riguardo all'assistenza militare, il giornale fa riferimento all'annuncio di Trump di voler porre fine a tale sostegno entro la fine dell'anno, precisando che la vendita di armi a Israele rimarrà soggetta alla supervisione del Congresso, anche quando finanziata con fondi israeliani.

Martedì, Trump ha annunciato di aver concordato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la cessazione dell'assistenza annuale statunitense a Israele entro la fine dell'anno, senza tuttavia specificare le modalità con cui tale decisione verrà attuata. «Un Congresso ostile potrebbe aumentare il costo politico del sostegno di Trump a Israele e ostacolare le iniziative che richiedono la cooperazione parlamentare», ha scritto il quotidiano.

Secondo le previsioni, le commissioni del Congresso potrebbero trasformarsi in piattaforme per esercitare pressioni sulle politiche statunitensi a Gaza e nella Cisgiordania occupata. Il giornale ha inoltre rilevato che la nuova Camera dei Rappresentanti includerà almeno cinque membri dei Democratic Socialists of America, tra cui Darializa Avila Chevalier, la quale ha dichiarato martedì che «porre fine agli aiuti militari non è sufficiente».

Israel Hayom ha esortato Israele a rafforzare i legami con i sostenitori sia nel Partito Repubblicano che in quello Democratico, anziché fare affidamento esclusivamente sullo stretto rapporto con Trump.

L'emittente israeliana di destra Channel 14, vicina a Netanyahu, ha descritto i risultati elettorali come un «duro colpo per Trump e Israele». Secondo l'emittente, il controllo democratico su entrambe le camere del Congresso ostacolerebbe le iniziative legislative ed economiche dell'amministrazione Trump e consentirebbe lo svolgimento di ampie indagini parlamentari.

Channel 14 ha aggiunto che i Democratici al Senato sarebbero in grado di bloccare la conferma delle nomine di giudici, ambasciatori e alti funzionari presso i dipartimenti della Difesa, di Stato e della Giustizia. L'emittente ha messo in guardia da ripercussioni dirette per Israele, dato che i Democratici assumeranno la presidenza delle commissioni che si occupano di affari esteri, difesa e stanziamenti di bilancio.

Ha inoltre previsto un maggiore controllo sugli accordi e sulle forniture di armi a Israele, nonché una crescente pressione sull'amministrazione Trump riguardo alle sue politiche militari nei confronti dell'Iran.

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