 |
Cisgiordania: altre terre sequestrate
di Tamara Gallera
Le autorità israeliane hanno emesso un ordine militare per il sequestro di oltre 26 dunam di terra palestinese a nord-ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata; lo ha reso noto martedì una commissione palestinese.
«L'ordine militare, emesso il 28 ottobre, pone 26,473 dunam (circa 6,54 acri) di terreno nelle località di Deir Nizam, Umm Safa e Atara sotto il controllo militare israeliano, per quelli che Israele definisce "scopi militari"», ha dichiarato in un comunicato la Commissione palestinese contro la colonizzazione e il muro.
«Il terreno è destinato alla creazione di un tracciato, denominato "asse di emergenza Ateret–Neve Tzuf", concepito per collegare tra loro gli insediamenti israeliani presenti nell'area», ha aggiunto la commissione.
Secondo la nota, l'ordine rimarrà in vigore fino alla fine del 2028 e conferisce all'esercito israeliano il possesso esclusivo del tracciato, come indicato nelle mappe allegate al provvedimento.
La commissione ha precisato che 5,891 dunam (1,46 acri) — pari a circa il 22,3% dell'area sequestrata — sono classificati dalle autorità israeliane come «terre statali», mentre i restanti 20,582 dunam (5,09 acri) non rientrano in tale categoria.
«Il tracciato potrebbe rafforzare i collegamenti tra gli insediamenti illegali e gli avamposti situati nei pressi di Ateret e Halamish (nota anche come Neve Tzuf), imponendo al contempo ulteriori restrizioni all'accesso dei proprietari terrieri palestinesi ai terreni circostanti», ha affermato la commissione.
La commissione ha sottolineato che l'ordine militare prevede il sequestro e il possesso temporanei del terreno, senza comportare un formale trasferimento di proprietà; ha inoltre avvertito che l'utilizzo di tali aree per infrastrutture legate agli insediamenti solleva preoccupazioni riguardo all'espansione del controllo israeliano nella zona.
Le autorità israeliane fanno un ricorso sempre più frequente a ordini di sequestro militare per prendere il controllo di terre palestinesi nella Cisgiordania occupata.
Secondo le Nazioni Unite, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania — inclusa Gerusalemme Est — sono illegali ai sensi del diritto internazionale. La risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU afferma che gli insediamenti sono "privi di validità legale", mentre la Corte Internazionale di Giustizia, in un parere consultivo del luglio 2024, ha dichiarato illegale l'occupazione israeliana del territorio palestinese, chiedendo l'evacuazione degli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Nel frattempo, secondo quanto riferito da fonti locali, l'esercito israeliano ha demolito cinque negozi di proprietà palestinese a nord-ovest di Hebron, nel sud della Cisgiordania.
Le forze israeliane demoliscono abitualmente case e strutture palestinesi con la motivazione che sono prive di permessi di costruzione. Organizzazioni per i diritti umani palestinesi, israeliane e internazionali affermano che tali permessi vengono raramente concessi ai palestinesi, mentre la costruzione di insediamenti israeliani continua a ricevere autorizzazioni.
Nel nord della Cisgiordania, le forze israeliane hanno costretto cinque famiglie palestinesi ad abbandonare le proprie tende nell'area di Ras al-Ahmar, a sud-est di Tubas, adducendo come motivo lo svolgimento di esercitazioni militari.
Abdullah Bisharat, capo del consiglio del villaggio di Atouf e Ras al-Ahmar, ha riferito all'agenzia Anadolu che alle famiglie è stato ordinato di allontanarsi dalle 5:00 (03:00 GMT) alle 14:00 (12:00 GMT).
Separatamente, martedì mattina presto, alcuni coloni israeliani hanno dato fuoco a due veicoli palestinesi nel villaggio di Majdal Bani Fadil, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania; lo hanno reso noto all'agenzia Anadolu alcune fonti locali.
Secondo tali fonti, i coloni sono entrati nella parte settentrionale del villaggio e hanno incendiato i veicoli mentre si trovavano parcheggiati davanti alle abitazioni dei loro proprietari palestinesi.
Secondo i dati palestinesi, circa 750.000 coloni israeliani vivono in 156 insediamenti illegali e in circa 360 avamposti in tutta la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est.
Le stime palestinesi indicano che, nel mese di ottobre, i coloni israeliani hanno compiuto 1.369 attacchi in tutta la Cisgiordania occupata, con un incremento dell'111,6% rispetto ai 647 attacchi registrati a settembre.
A giugno, 14 relatori speciali delle Nazioni Unite hanno avvertito che il netto aumento della violenza da parte dei coloni israeliani – che godono del sostegno e della complicità dello Stato – rappresenta una minaccia esistenziale per le comunità palestinesi.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|