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Cremonesi chi lo ha più visto?
di
Rita Newton
Ogni tanto dal mainstream emerge una perla, la voce di una persona perbene, di un giornalista vero, che svolge come si deve la sua professione, che è informare.
E' il caso di Lorenzo Cremonesi, che dalla Palestina ha raccontato la realtà dei fatti, i suoi dialoghi senza filtro con gli ufficiali israeliani e come l'espansione degli insediamenti (illegali per l'ONU) negli ultimi anni abbia spezzettato la Cisgiordania in modo da spazzare via l'ipotesi dei due stati.
Cremonesi ha conosciuto profondamente la realtà israeliana e palestinese, essendo stato per il Corriere della sera corrispondente da Gerusalemme dal 1988 fino al 2001 e, a novembre 2023, inviato speciale, era sul posto, dove mancava da qualche anno, ed ha trovato una realtà molto cambiata, che ha raccontato in collegamento con In Onda su La7. Poi non si è più visto. Troppo scomodo.
Disse che Netanyahu è preso a pugni da tutti. A Gaza il giornalista aveva parlato con ufficiali israeliani che ufficiosamente smentivano la propaganda di Tel Aviv che chiama in causa l'antisemitismo e che paragona Hamas all'Isis.
Gli ufficiali gli hanno detto che Israele ha un esercito fortissimo ma il governo non ha capito niente. Questa coalizione è un misto di nazionalismo estremista e religiosità dogmatica ed ha guardato la Cisgiordania ma non ha controllato Gaza. Ha alimentato la forza di Hamas e lo ha fatto crescere per quieto vivere ma anche per il principio del "divide ed impera" per il quale è meglio indebolire l'avversario moderato e questo era Abu Mazen, che portava avanti l'idea dei due stati.
Da anni, commenta Cremonesi, Netanyahu è a capo di coalizioni che sono ideologicamente contrarie ai due stati e che vogliono cancellare la questione palestinese ma Hamas ha ottenuto una clamorosa vittoria riportandola clamorosamente sul tavolo.
"Sono sbalordito - dice poi il giornalista - da quello che era avvenuto nei territori" che in questi giorni lui ha visitato personalmente e dove, dice, nel 1987 c'erano 100.000 coloni (a Nablus, Jenin e altre città). Spiega che, mentre Rabin provava a fermarli, organizzazioni ebraiche della diaspora (cioè all'estero, ndr) hanno spinto l'espansione delle colonie (che, lo ricordo, per l'ONU sono illegali).
Oggi la Cisgiordania, dice Cremonesi, "pullula di coloni a bella posta per spezzettare la continuità dello stato palestinese" e non sarà più possibile realizzare i due stati a prescindere dalla volontà politica.
Per parte mia aggiungo che i coloni, nelle loro brutali aggressioni ai palestinesi di cui requisiscono le case e i terreni, sono protetti dall'esercito, il che evidenzia non solo una politica del "lasciar fare" ma una iniziativa governativa. In un paio di occasioni le aggressioni dei coloni sono state guidate da due ministri del governo Netanyahu.
Quando vi fu il pogrom a Huwara in cui i coloni bruciarono decine di case e auto, un palestinese fu ucciso e quasi 400 furono feriti, il ministro delle finanze Bezalel Smotrich, un politico di estrema destra che sovrintende anche all'amministrazione civile nella Cisgiordania occupata, dichiarò ai media israeliani “Penso che il villaggio di Huwara debba essere spazzato via. Penso che lo stato di Israele dovrebbe farlo".
Nel frattempo la Striscia di Gaza era diventata una prigione a cielo aperto, le prigioni di Israele di riempivano di persone - anche bambini- senza difesa e senza processo, e non mancavano le esecuzioni extragiudiziali denunciate dalle agenzie ONU. Ma ovviamente poi la colpa di tutto quello che sta accadendo è solo di Hamas, che Israele ha lasciato prosperare...
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