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Congresso Nazionale Arabo condanna Dichiarazione Balfour
di Tamara Gallera
Il Congresso Nazionale Arabo ha commemorato il 109° anniversario della Dichiarazione Balfour il 2 novembre 2026, condannando tale dichiarazione per il ruolo svolto nell'instaurazione dell'entità di occupazione israeliana in Palestina e nello sfollamento dei palestinesi in tutto il mondo.
In una dichiarazione, il Congresso Nazionale Arabo ha definito l'anniversario come il ricordo di "uno dei crimini più efferati dell'era moderna", riferendosi alla dichiarazione emessa 109 anni fa e alle sue conseguenze per il popolo palestinese.
Il comunicato sottolinea come, nel corso dei decenni, si siano intensificate le richieste affinché la Gran Bretagna risponda del suo ruolo coloniale, in particolare per aver emesso la dichiarazione e per le conseguenze che ne sono derivate per il popolo palestinese.
Secondo il Congresso Nazionale Arabo, la Gran Bretagna ha creato tale entità con il sostegno delle potenze coloniali, sostenendo che "la Gran Bretagna, con l'appoggio delle potenze coloniali, ha insediato questa entità nel cuore della patria araba per controllare le risorse della nazione e ostacolarne l'unità e il progresso".
La nota afferma che il popolo palestinese e la nazione araba si sono opposti alla dichiarazione; i palestinesi, in particolare, hanno proseguito la loro lotta attraverso le generazioni, dopo la creazione dell'entità israeliana, rimanendo sulla propria terra.
"Il popolo palestinese e la nazione hanno continuato la lotta e la resistenza fino alla liberazione di ogni granello di suolo palestinese", si legge nella dichiarazione.
La Dichiarazione Balfour fu un documento emesso dal governo britannico il 2 novembre 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, con il quale si esprimeva sostegno alla creazione, in Palestina, di un "focolare nazionale per il popolo ebraico". Il testo era contenuto in una lettera inviata dal Ministro degli Esteri britannico Arthur James Balfour a Lord Walter Rothschild, un eminente sionista britannico; la dichiarazione fu emessa mentre la Gran Bretagna era in guerra contro l'Impero Ottomano, che all'epoca controllava la Palestina.
La dichiarazione ebbe conseguenze profonde, poiché la Gran Bretagna prese un impegno riguardo a una terra la cui popolazione, all'epoca, era in stragrande maggioranza araba. Il suo testo sosteneva la creazione di un "focolare nazionale per il popolo ebraico", facendo riferimento ai palestinesi che vi risiedevano già solo attraverso la promessa che i loro "diritti civili e religiosi" non sarebbero stati pregiudicati. La dichiarazione, pertanto, pose le aspirazioni coloniali del movimento sionista al di sopra dei diritti e del futuro politico della popolazione araba della Palestina.
Le circostanze in cui maturò la dichiarazione affondavano le radici negli interessi contrapposti emersi durante la Prima guerra mondiale. La Gran Bretagna cercava sostegno per i propri obiettivi bellici, perseguendo al contempo i propri interessi strategici nella regione. Di conseguenza, la dichiarazione divenne parte di una più ampia politica britannica verso la Palestina, in una fase in cui il futuro dei territori ottomani era oggetto di contesa tra potenze rivali e movimenti politici.
In seguito, la Gran Bretagna assunse il controllo della Palestina e la dichiarazione divenne un pilastro fondamentale della politica britannica nell'area. Sotto il Mandato britannico, l'impegno a favore di un cosiddetto "focolare nazionale ebraico" fu integrato nell'assetto che governava la Palestina. Ciò favorì lo sviluppo del progetto coloniale sionista, mentre gli arabi palestinesi si opposero sempre più a politiche che percepivano come una minaccia alla loro posizione politica e al loro futuro nel Paese.
Per i palestinesi e per molti nel mondo arabo, la Dichiarazione Balfour è giunta a simboleggiare una grave ingiustizia: una potenza europea ha preso un impegno riguardante la Palestina senza riconoscere ai suoi abitanti arabi un ruolo politico equivalente nel determinare il futuro del Paese.
La sua eredità è divenuta inseparabile dal successivo esproprio e dallo sfollamento dei palestinesi, nonché dal genocidio che "Israele" sta tuttora perpetrando ai loro danni.
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