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02 novembre 2026
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Ipocriti e passivo-aggressivi
di Paolo Mossetti

Visegrád24, uno degli account più virali su X, ha pubblicato migliaia di post sui riot a Parigi e Milano, facendo come al solito tanto sensazionalismo anti-immigrati ed elogiando le teste rasate che scendevano in piazza a riprendersi le strade, ma se l'è dormita sulla crisi istituzionale polacca, facendo finta che non succedesse nulla.

È un sito che nasce per fare engagement con storie anti-immigrazione, anti-UE e anti-Islam, finanziato con 300mila euro anche dal PiS, la destra conservatrice polacca che Donald Tusk sta combattendo. Poi il pivot filoucraino e antirusso del 2022, che lo ha reso potabile per molti europeisti online, non molto svegli, che lo hanno amplificato senza sentire odore né di razzismo né di complottismo.

È possibile che oggi Visegrád24 sostenga la mossa sulla Corte costituzionale di Tusk, ma non possa prendere posizione e scontentare i lettori, per lo più nazionalisti antiliberali.

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Roberto Vannacci dice di rispettare l'ordinanza di scarcerazione di Youssef Siher e giudica "oculata" la decisione del gip, precisando che non equivale a una dichiarazione di innocenza: "Le indagini proseguiranno e, se si rivelasse un'attività criminosa, seguirà un processo", ha dichiarato a La7.

Chissà cosa porta Vannacci a questa posizione sacrosanta. O a rifiutare l'abominevole importazione della definizione IHRA da noi. Non credo voglia fare il Tucker Carlson italiano, cioè un boicottatore di Meloni; è che ha contezza del filoarabismo di una parte della destra meridionale.

Ma è grave che ci si debba appigliare alle divisioni tra fascistoidi e postfascisti per difendere un po' di cultura davvero liberale tra i nostri conservatori.

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La proposta di Mimmo Lucano di candidare Siher è piuttosto desolante, non tanto per la problematicità dell'islamismo politico di Siher (che lo renderebbe giustamente indigesto a molti compagni di strada, oltre che polarizzante) quanto per la mancanza di disciplina e organicità di quello che è il principale partito di sinistra-sinistra che abbiamo in Italia, e per la tendenza a valorizzare "eroi civili" senza ragionare troppo su una visione condivisa (ha funzionato alla grande con Ilaria Salis, d'accordo, ma non ne farei un modus operandi valido sempre, specie quando di mezzo c'è uno che gestiva in quel modo sciocchino un gruppo Telegram).

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Ho visto con questi miei occhi disgraziati una tendenza piuttosto sgradevole, tanto in alcune frange della sinistra libertaria come dente avvelenato col "palestinismo" (colpevole di essere una moda che trascurerebbe l'Ucraina e sottovaluterebbe l'islamismo) tanto in alcune frange neostaliniste come il governatore De Luca: quella di biasimare, vivaddio, il trattamento subito da Siher MA solo dopo essersi esibiti in una inutile presa di distanza da beghine sulle sue spesso pessime idee da radicalizzato, e soprattutto in un campionario di commenti beceri sul suo aspetto fisico ("toporagno", "baffetto", "emaciato", etc.), che non sarebbero minimamente pensabili se il teorico sfigato a cui è stata rovinata la vita professionale appartenesse a una qualunque altra religione, o a una qualunque altra parte politica barra il nazismo dell'Illinois e l'antivaccinismo leghista.

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Quando nelle conferenze stampa fanno domande vere. Non è così scontato, in Italia. Bravo Giuseppe Colombo di Repubblica, e molto confusa e passivo-aggressiva la risposta della premier.

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