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01 novembre 2026
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Palestina: il furto dell'acqua
di Emma Buonvino

QUANDO SI SOTTRAE A UN POPOLO IL DIRITTO DI VIVERE

Quando parliamo della questione palestinese, c'è un crimine quotidiano che spesso rimane in secondo piano: la sottrazione dell'acqua.

Non parliamo soltanto di rubinetti asciutti. Parliamo del controllo delle falde acquifere, delle sorgenti, dei pozzi e delle infrastrutture che permettono a una popolazione di vivere sulla propria terra.

In Cisgiordania, da decenni, Israele esercita un controllo determinante sulle risorse idriche palestinesi. Restrizioni alla costruzione e alla manutenzione delle infrastrutture, confisca di pozzi e sorgenti e diversione dell'acqua verso gli insediamenti israeliani hanno contribuito a creare una profonda disuguaglianza.

Una popolazione costretta a dipendere anche dall'acquisto di acqua da compagnie israeliane.

Questa è una delle dimensioni concrete della questione palestinese.

LE GREGGI: QUANDO MUORE ANCHE IL SOSTENTAMENTO.

Per una famiglia beduina o pastorale palestinese, pecore e capre non sono semplicemente animali. Sono latte, formaggio, alimentazione, reddito e sostentamento familiare.

Quando una sorgente viene sottratta, recintata, inquinata o resa inaccessibile, gli animali non possono più abbeverarsi normalmente. I pastori devono percorrere distanze maggiori, acquistare acqua trasportata con autocisterne e sostenere spese spesso insostenibili.

La mancanza d'acqua compromette la salute degli animali, riduce la produzione di latte e mette a rischio intere greggi.

Secondo una rilevazione OCHA del settembre 2023, condotta in 63 comunità pastorali della Cisgiordania:
Il 66% aveva subito conseguenze negative nell'accesso all'acqua a causa della violenza dei coloni.
Il 46% segnalava sorgenti e altre fonti inquinate, vandalizzate o sottratte.
Il 95% delle comunità aveva venduto parte del bestiame per far fronte alla crisi.

Dietro queste percentuali ci sono famiglie che perdono il proprio lavoro, animali che non riescono ad abbeverarsi e generazioni di pastori private della possibilità di continuare la propria attività.

SENZA ACQUA NON ESISTE IGIENE, NON ESISTE SALUTE.

Immaginiamo cosa significhi vivere senza una quantità sufficiente di acqua.

Non potersi fare una doccia. Non poter lavare i bambini. Non poter lavare gli indumenti. Non poter pulire le abitazioni. Non poter lavare adeguatamente gli alimenti. Non poter utilizzare i servizi igienici in condizioni dignitose.

Per donne, neonati, anziani, persone disabili e malati le conseguenze sono ancora più pesanti.

La carenza d'acqua e di servizi igienico-sanitari favorisce la diffusione di diarrea, infezioni gastrointestinali, epatite A e malattie della pelle.

A Gaza la situazione ha assunto dimensioni catastrofiche.

Human Rights Watch, nel rapporto del 19 dicembre 2024, ha documentato le conseguenze delle interruzioni delle forniture idriche, dei tagli all'elettricità, della carenza di carburante e dei danni alle infrastrutture.

Tra ottobre 2023 e settembre 2024, la maggioranza della popolazione di Gaza, oltre due milioni di persone, non riusciva ad accedere neppure ai 15 litri giornalieri per persona considerati un minimo nelle emergenze prolungate.

Non parliamo di acqua sufficiente per una vita dignitosa. Parliamo di una quantità minima per bere, cucinare e lavarsi.

L'ACQUA COME STRUMENTO DI ESPULSIONE DALLA PROPRIA TERRA.

Esiste un aspetto ancora più profondo. La sottrazione dell'acqua non colpisce soltanto la vita quotidiana: può rendere materialmente impossibile continuare a vivere in un territorio.

Un pastore che perde l'accesso alle sorgenti non può mantenere le proprie greggi. Una famiglia che non può più irrigare i campi perde i raccolti. Una comunità privata delle proprie infrastrutture deve acquistare acqua a costi sempre maggiori oppure abbandonare le proprie abitazioni.

OCHA ha documentato situazioni nelle quali violenze dei coloni, sottrazione delle sorgenti, distruzione delle condotte e impedimenti all'accesso ai pascoli hanno contribuito allo spostamento di comunità palestinesi.

La privazione dell'acqua diventa così una componente di un più ampio sistema di pressione territoriale. Non si perde soltanto una risorsa naturale: si perde la possibilità concreta di restare sulla propria terra.

Ed è proprio questo che dobbiamo comprendere quando parliamo della questione idrica palestinese.

L'ACQUA È UN DIRITTO, NON UN PRIVILEGIO.

Il diritto internazionale riconosce l'acqua potabile e i servizi igienico-sanitari come condizioni indispensabili per la vita e la salute.

La IV Convenzione di Ginevra impone obblighi di protezione alla potenza occupante. Il diritto internazionale umanitario tutela le riserve e le installazioni di acqua potabile indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile.

La distruzione ingiustificata delle infrastrutture idriche e la privazione deliberata di risorse indispensabili possono comportare gravi violazioni del diritto internazionale.

L'acqua serve a dissetare un bambino, ma anche a lavarlo, curarlo e proteggerlo dalle malattie.

Serve a mantenere in vita una pecora, ma anche a garantire il latte che nutre una famiglia.

Serve a irrigare un uliveto, coltivare un campo e conservare un'economia familiare.

Quando viene sottratta l'acqua, vengono compromesse salute, alimentazione, lavoro, autonomia e possibilità di rimanere nella propria casa.

L'ACQUA NON È UNA CONCESSIONE DI CHI DETIENE IL POTERE. È UN DIRITTO UMANO FONDAMENTALE.

Nessun popolo dovrebbe essere costretto a dipendere da chi controlla le risorse necessarie alla sua stessa sopravvivenza.

BIBLIOGRAFIA E FONTI:

ONU – OHCHR, rapporto sulla gestione discriminatoria della Cisgiordania, 7 gennaio 2026. https://www.un.org/unispal/document/thematic-report-israels-discriminatory-administration-of-the-occupied-west-bank-including-east-jerusalem/

OCHA, Displacement of Palestinian herders amid increasing settler violence, 21 settembre 2023. https://www.ochaopt.org/content/displacement-palestinian-herders-amid-increasing-settler-violence

Human Rights Watch, Extermination and Acts of Genocide: Israel Deliberately Depriving Palestinians in Gaza of Water, 19 dicembre 2024. https://www.hrw.org/report/2024/12/19/extermination-and-acts-genocide/israel-deliberately-depriving-palestinians-gaza-water

Palestinian Central Bureau of Statistics (PCBS), statistiche sulle risorse idriche palestinesi. https://www.pcbs.gov.ps/

OCHA, documentazione sulla sottrazione delle sorgenti palestinesi. https://www.un.org/unispal/document/auto-insert-200793/

Human Rights Watch, Gaza's Water Infrastructure Desperately Needs to be Rebuilt, 13 febbraio 2025. https://www.hrw.org/news/2025/02/13/gazas-water-infrastructure-desperately-needs-be-rebuilt

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