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01 novembre 2026
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Kiev e Mosca collaborano ma il Corriere travisa
di Francesco Dall'Aglio

L’evacuazione di civili di Oleshky si è sostanzialmente conclusa, e ovviamente i nostri media hanno smesso di parlarne proprio quando maggiormente avrebbero dovuto (o come il Corriere della Sera ne hanno dato un'interpretazione così tendenziosa da rendersi un'altra volta ridicoli).

Come è raramente accaduto dall'inizio del conflitto, le autorità russe e ucraine hanno collaborato sinceramente e onestamente, senza fare troppi calcoli di convenienza politica e senza giocare con la pelle dei civili.

I due commissari per i diritti umani, Yana Lantratova per la Russia e Dmytro Lubinets per l’Ucraina, che lavorano insieme da più di due anni organizzando gli scambi dei prigionieri, hanno coordinato un’operazione perfetta, portando cibo e cure a chi ne aveva bisogno, preparando l’evacuazione di tutte le persone che volevano lasciare la città, sia che volessero andare in Ucraina che restare in Russia, e presentandosi spesso insieme davanti ai giornalisti, senza nessun problema.

Molto pragmaticamente da parte ucraina non c’è stata nessuna rimostranza a che fossero i russi a organizzare anche l’evacuazione di chi voleva andare in Ucraina. Per evitare di fargli passare la linea del fronte sono stati prima portati ad Anapa, e da lì tre Il-76 dell’aviazione militare russa (quattro secondo altre fonti) hanno trasportato i civili e i loro animali domestici a Gomel, in Bielorussia, da dove sono stati trasferiti via terra al posto di confine di Novaya Huta per essere presi in consegna dalle autorità ucraine (la versione del Post è sublime: "Da lì, chi ha voluto rientrare in Ucraina ha preso un aereo fino a Gomel, in Bielorussia", magari pagandosi il biglietto).

Lubinets e i suoi collaboratori hanno volato con loro a bordo degli aerei militari russi, senza alcun problema, così come senza problemi la delegazione ucraina è stata “ospitata” sul suolo russo. Visto il successo dell’evacuazione si comincia già parlare di altre iniziative, tipo visite dei commissari ai prigionieri di guerra, il che significherebbe Lubinets in Russia e Lantratova in Ucraina, anche questa una novità. Peskov ha detto che per ora piani definiti non ce ne sono, ma certo è una cosa che si potrebbe organizzare in futuro.

Il significato diplomatico di questa iniziativa non è da sottovalutare. La Russia ha implicitamente riconosciuto che i cittadini delle zone occupate, tecnicamente cittadini russi, sono liberi di lasciare il paese e andare in Ucraina, e allo stesso modo le autorità ucraine hanno riconosciuto che chi decide di restare non lo fa per perché è minacciato o perché è tenuto ostaggio come scudo umano.

Non hanno ovviamente riconosciuto che quello sia territorio russo, ma hanno accettato di collaborare con quelli che lo occupano. Sostanzialmente entrambi hanno riconosciuto che l’altro esiste ed è un essere umano, sia che voglia vivere in Russia o in Ucraina.

L’esperimento potrebbe essere ripetuto in altre città di prima linea e fare da modello per un cessate il fuoco generale ed è per questo, temo, che nei nostri media di Oleshky non si parla più. Serviva come prova ulteriore della malvagità russa e invece ha rivelato tutt’altro, da entrambe le parti. Non va bene, meglio seguire la versione del Corriere.


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