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30 ottobre 2026
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Repressione ultimo atto
di Santina Sconza

Quando i politici non vivono per il popolo, ma a spese del popolo.

Lo scrisse Socrate 2400 anni fa, oggi il declino della società è simile, la storia si ripete, gli ultimi due che si approfittarono della crisi economica furono Hitler e Mussolini, il primo si suicidò, il secondo fu giustiziato.

Oggi in Italia abbiamo un governo ma soprattutto una Presidente che vive a spese del popolo, rifacimento facciale, più che una politica è un'influencer, capricciosa, testarda, unghie lunghe, cambia tailleur ogni dì a spese del popolo.

Inetta, incapace, serva dei potenti ha affamato la popolazione, bugiarda afferma di aver bruciato bambina insieme alla sorella la casa paterna, in realtà la madre l'aveva venduta a prezzo altissimo guadagnando un sacco di soldi.

La sua capacità è nell'aver saputo fondare il partito Fratelli d'Italia a cui nessuno credeva, per questo diventò la capa, si sa che i nostalgici del fascismo amano mandare in avamposto i gregari, tranne poi che questi prendano il potere.

Ignorante non capisce nulla di bilancio, deve la sua carriera a Fini e a Berlusconi, la piccola riuscì ad ammaliarli con i suoi occhioni da bue e facendo finta di credere nel motto : Credere-obbedire-combattere.

Sempre Socrate il declino della società inizia" Quando gli stupidi sono sempre più rumorosi dei saggi" è lei lo è stato, è riuscita a conquistarsi la fiducia del 28% degli italiani, gridando come una forsennata, puntando il dito contro i migranti, contro i comunisti, contro tutto e tutti.

Conquistato il potere non essendo stata capace di mantenere le promesse, come tutti i miseri dittatori ha puntato tutto sulla repressione. Repressione contro i lavoratori, repressione contro le Ong, repressione contro gli studenti giovani e minorenni, repressione contro i rom, repressione contro la Magistratura.

I magistrati che fanno il loro dovere sono additati come nemici.

Ricordate la giudice Apostolico che nell'ottobre 2023 non convalidò il trattenimento di quattro migranti nel Centro permanenza per i rimpatri (CPR) di Pozzallo, contestando il decreto del governo su disposizioni in materia di immigrazione?

Il governo Meloni le fece le pulci, Matteo Salvini pubblicò sui propri canali social un video del 25 agosto 2018 a Catania, relativo a una manifestazione a favore dello sbarco dei migranti dalla nave Diciotti.

Nel filmato, il ministro sostenne di riconoscere la giudice Apostolico tra i presenti che contestavano le forze dell'ordine. Si perché questa è la loro tattica, sono senza scrupoli, fanno la morale perché non ne hanno alcuna.

La giudice Apostolico chiarì di essersi trovata in mezzo tra i manifestanti e le forze dell'ordine soltanto con l'intento di favorire la distensione e impedire scontri.

In quella manifestazione c'ero anch'io e posso testimoniare che quello fu il ruolo dell'Apostolico, conferma che poteva essere fatta dalla Digos di Catania.

E adesso è nel mirino la Gip di Milano Tiziana Londoni per aver applicato la Giustizia, aver liberato Yossef Siher.

Ed ecco cercare come distruggerla, l'aver firmato nel settembre 2025 un appello per Gaza che chiedeva, tra le altre cose:
La tutela dei diritti fondamentali della popolazione civile.
La tutela della Corte penale internazionale.
Il rispetto del diritto internazionale.
E di eseguire i mandati di cattura per crimini di guerra.
Secondo questo governo un giudice non può firmare un appello.

Ma lo stesso, identico, appello è stato firmato da Francesca Crupi il pubblico ministero che aveva chiesto il carcere per Siher.

Fin quando colpisci i migranti, fin quando colpisci gli altri, te ne sbatti ma quando capisci che fra quei ragazzini c'è anche tuo figlio, allora scendi in piazza.

E allora il potere, le più alte cariche dello stato, gli apparati di sicurezza evocano la comparsa di soggetti inediti, di capri espiatori da sacrificare al popolo.

E accade che un passante vede passare l'auto di Ignazio La Russa, seconda carica dello stato ed alza il dito medio.

Nove persone, fra carabinieri e uomini della sicurezza, lo raggiungono in un bar di via di Ripetta, chiedendogli i documenti.

Nove uomini per un dito, tranne poi rimangiarsi tutto credendo che il gesto fosse stato fatto contro l'autista.

Quel che è accaduto a Yossef Siher, non è un semplice incidente di percorso, né un banale fatto di cronaca poliziesca, è l'atto di un potere che non riuscendo più a trattanere gli uomini liberi usa la repressione come ultimo atto prima di essere sconfitto dalla Resistenza.


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