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Londra ancora contro la libera espressione
di Marilina Mazzaferro
Secondo quanto riportato dal quotidiano The Guardian, le autorità britanniche hanno impedito allo studioso svedese del clima e autore Andreas Malm di entrare nel Regno Unito, in vista di una conferenza in cui avrebbe dovuto discutere del divieto imposto dal governo a Palestine Action.
Malm, professore associato di ecologia umana presso l'Università di Lund e autore del libro *How to Blow Up a Pipeline*, è stato informato dai funzionari dell'immigrazione che la sua presenza in Gran Bretagna «potrebbe non essere considerata favorevole al bene pubblico».
L'accademico avrebbe dovuto essere il principale relatore a un evento organizzato la prossima settimana dalla rivista *Tribune*, dedicato all'analisi della politica estera statunitense e al ruolo della Gran Bretagna nel sostenerla.
Era prevista la sua partecipazione insieme a Huda Ammori, co-fondatrice di Palestine Action, per discutere le conseguenze della messa al bando dell'organizzazione, incluso l'impatto sulla libertà di espressione.
Malm ha definito la decisione “scandalosa” e ha esortato il governo britannico a revocarla.
“Sono profondamente sgomento per questo improvviso divieto di recarmi nel Regno Unito”, ha dichiarato.
“Frequento il Regno Unito da decenni: è qui che ho svolto le ricerche d’archivio per la mia tesi di dottorato, ho tenuto lezioni in decine di università e ho partecipato a un numero ancora maggiore di conferenze”.
Malm ha messo in discussione l’impegno del governo nei confronti della libertà di espressione.
“Si aveva l’impressione che il governo di Burnham nutrisse un po’ più di rispetto per i principi fondamentali della libertà di espressione e per altri diritti democratici. Faccio appello affinché questa decisione venga annullata”.
Il Ministero dell’Interno (Home Office) ha rifiutato di commentare il singolo caso.
La decisione ha suscitato le critiche di Oliver Eagleton, direttore di *Tribune*, il quale ha fatto notare che Malm era stato invitato proprio per discutere delle restrizioni alla libertà di espressione politica derivanti dalla messa al bando di *Palestine Action*.
“Per ironia della sorte, Andreas stava venendo a Londra per parlare, durante il nostro evento, degli attacchi senza precedenti alla libertà di parola scatenati dalla proscrizione di *Palestine Action* – che hanno portato, di fatto, anche al bando dei libri di Sally Rooney – ma ora è lui stesso a essere stato colpito da un divieto”, ha affermato Eagleton. “Viene censurato per aver denunciato la censura: una situazione davvero orwelliana”.
Eagleton ha inoltre accusato il governo del Primo Ministro Andy Burnham di mantenere in vigore le restrizioni introdotte dal suo predecessore, Keir Starmer.
La conferenza era stata programmata in concomitanza con l’avvio di un ricorso presso la Corte Suprema contro la classificazione di *Palestine Action* come organizzazione terroristica.
Durante la sua permanenza a Londra, Malm avrebbe dovuto partecipare anche a un’intervista per il programma *Radical*, in onda su BBC Radio 4 e condotto da Gabriel Gatehouse.
Secondo quanto riportato dal *Guardian*, l’accademico si è recato regolarmente in Gran Bretagna per motivi di ricerca e per tenere conferenze, intervenendo tra l’altro a Oxford, Cambridge e al King’s College di Londra.
Sally Rooney condanna la decisione
La scrittrice irlandese Sally Rooney – i cui libri sono stati ritirati dalla distribuzione in Gran Bretagna a causa del suo sostegno finanziario a *Palestine Action* – ha condannato duramente la decisione.
“Andreas Malm è tra gli intellettuali più brillanti e influenti che operano oggi in Europa”, ha dichiarato Rooney. «Il fatto che il governo britannico gli neghi l’ingresso nel Regno Unito non costituisce soltanto un attacco scandaloso nei confronti di un autorevole esperto di questioni climatiche, ma rappresenta anche un triste e inquietante atto di autolesionismo culturale».
In precedenza, Rooney aveva annunciato che i proventi dei suoi libri sarebbero stati destinati a sostenere «Palestine Action», organizzazione messa al bando nel luglio 2025 in virtù della normativa britannica in materia di terrorismo.
Di conseguenza, la sua casa editrice, Faber, ha stabilito che continuare a distribuire le sue opere nel Regno Unito potrebbe comportare complicazioni legali, dato che le royalties potrebbero essere utilizzate per finanziare il gruppo fuorilegge.
Questa nuova controversia emerge proprio mentre la Corte Suprema si prepara a esaminare un ricorso legale contro tale messa al bando.
Secondo quanto riportato dal *Guardian*, Malm non è il primo noto commentatore internazionale a vedersi negare l’ingresso nel Regno Unito per ragioni legate all’interesse pubblico.
All’inizio di quest’anno, anche i commentatori politici statunitensi Cenk Uygur e Hasan Piker si sono visti negare l’accesso al Paese in base a disposizioni analoghe.
Malm, i cui libri hanno esercitato un’influenza sui movimenti ambientalisti e politici a livello internazionale, sostiene che tale esclusione sia ingiustificata e debba essere revocata.
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