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30 ottobre 2026
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USA: sondaggio, corruzione primo timore degli elettori
di Armando Lo Giudice

La corruzione governativa è emersa come una delle principali preoccupazioni per gli elettori statunitensi in vista delle elezioni di metà mandato (midterm): quasi nove americani su dieci la considerano un problema, secondo un sondaggio esclusivo di Harris Poll per il quotidiano The Guardian.

L'indagine, condotta tra il 22 e il 24 ottobre su un campione di 2.065 adulti statunitensi – di cui 1.481 intenzionati a votare alle elezioni di metà mandato – ha rilevato che il 76% degli intervistati ritiene che i funzionari eletti si preoccupino più di arricchire se stessi che di migliorare l'economia per i cittadini comuni.

La corruzione è percepita come una preoccupazione maggiore rispetto al potere delle grandi aziende: il 65% la indica come il problema più grave, contro il 29% che punta il dito sull'influenza delle corporation.

Il costo della vita rimane la questione prioritaria, indicata dal 36% degli elettori come il fattore più importante per il proprio voto. La corruzione governativa si colloca al secondo posto tra le tematiche rilevanti, che includono anche immigrazione, alloggi, aborto, criminalità e sicurezza, e intelligenza artificiale.

È emerso che, per gli elettori, il problema della corruzione riguarda i Repubblicani quasi il doppio rispetto ai Democratici. Il 40% ha indicato il Partito Repubblicano, contro il 21% che ha puntato il dito sui Democratici, mentre il 32% ritiene che il problema riguardi entrambi i partiti in egual misura.

Tra gli elettori indipendenti, il 34% ha indicato i Repubblicani e il 13% i Democratici, mentre il 42% sostiene che il problema sia condiviso da entrambi gli schieramenti.

Questi risultati giungono in un clima di crescente attenzione verso i legami finanziari che coinvolgono Donald Trump e la sua amministrazione. The Guardian ha sollevato questioni riguardanti il ​​progetto di Trump per una sala da ballo alla Casa Bianca dal costo di 400 milioni di dollari, i finanziamenti privati ​​provenienti da grandi aziende, le attività della sua famiglia nel settore delle criptovalute e un jet del valore di 400 milioni di dollari ricevuto in dono dalla famiglia reale del Qatar.

Il sondaggio giunge in una fase in cui la spesa politica ha raggiunto livelli record. Secondo NBC News, le elezioni di metà mandato del 2026 hanno già generato 11,2 miliardi di dollari in spese pubblicitarie, mentre, stando al Brennan Center for Justice, 40 donatori hanno contribuito con 2,5 miliardi di dollari alle campagne elettorali di quest'anno.

La concentrazione di ricchezza nei mercati finanziari ha inoltre accentuato le preoccupazioni riguardo alla disuguaglianza: l'1% più ricco degli americani detiene metà del mercato azionario, mentre il 50% meno abbiente ne possiede poco più dell'1%.

Tra le misure proposte per affrontare il costo della vita, il 32% degli elettori si è espresso a favore di una limitazione dell'influenza delle aziende e delle lobby sulle decisioni governative. L'eliminazione dei dazi è sostenuta dal 29% degli intervistati, mentre il 24% è favorevole a porre dei limiti agli aumenti dei prezzi da parte delle imprese.

John Gerzema, CEO di Harris Poll, ha affermato che la corruzione è diventata la seconda questione più rilevante in vista delle elezioni di metà mandato, subito dopo il costo della vita; un dato che riflette le preoccupazioni degli elettori nei confronti della classe politica e delle difficoltà economiche.

Secondo quanto riportato da Politico, il malcontento per il costo della vita e per il conflitto che vede coinvolti Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe spingere alcuni dei sostenitori di Donald Trump ad astenersi dal voto, rendendo i Repubblicani più vulnerabili in distretti un tempo considerati sicuri.

A meno di una settimana dalle elezioni per il Congresso, gli strateghi del Partito Repubblicano sono particolarmente preoccupati per l'affluenza tra gli uomini più giovani, inclusi gli elettori della classe lavoratrice – sia bianchi che ispanici – che avevano contribuito alla vittoria di Trump nel 2024.

La loro assenza potrebbe creare spazi di manovra per i Democratici, senza che questi elettori debbano necessariamente cambiare schieramento politico. Secondo il rapporto, tale timore sta alimentando valutazioni interne sempre più pessimistiche sulle prospettive dei Repubblicani, sia alla Camera che al Senato.


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