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29 ottobre 2026
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Disonestà intellettuale
di Rossella Ahmad

La goccia che fa traboccare il mio personale vaso è la disonestà intellettuale. Posso tollerare molte cose, ma non questo.

Quando hai difeso a spada tratta per tre anni ininterrotti un genocidio infame, senza porti dubbi morali neanche quando l'infamia si trasformava in progetto di sterminio, irridendone anzi le vittime e dando fondo a tutte le riserve di fake news che dall'America profonda delle Beri Weiss rimbalzano in occidente a getto continuo.

E quando hai tentato di imbrattare la questione palestinese - che è cristallina lotta anticoloniale per la liberazione nazionale, come ben sanno i popoli colonizzati del sud globale - riducendola a questione di odio religioso.

E quando hai visto crollare uno dopo l'altro tutti i feticci dietro i quali avevi nascosto il tuo subdolo tentativo di mescolare le carte in tavola e confondere l'oppresso con l'oppressore.

Quando hai fatto tutto questo, cioè, ed hai dimostrato quindi di avere un pelo sullo stomaco spesso come una corda da marinaio, cosa ti resta?

Ah, già. Tentare l'ultima carta possibile per riabilitare tutti i fallimenti interpretativi, le analisi sbagliate, le cantonate prese e, assieme ad essi, l'entità che hai irresponsabilmente difeso..

Sputare sulle manifestazioni giovanili. Imbrattarle di fango esattamente come hai tentato con la Palestina. .Soffiare come un mantice, con una ipocrisia che rasenta l'impostura e surclassa il limite del ridicolo, sulle paure ataviche dei poveri di spirito, instillando in maniera subdola la percezione di un falso pericolo, quello ideato a tavolino dagli amichetti genocidi per questioni di conquista e rapina e tacendo sul vero pericolo, che è l'israelizzazione che avanza e travolge ogni diritto acquisito, ogni sacrosanto principio, persino la possibilità di provare a lottare per cambiare un mondo che fa oggettivamente vomitare.

Una domanda nasce spontanea: cosa altro dovrebbe accadere prima che sia giudicata genuina e giustificata la ribellione allo status quo all'interno del vuoto cosmico nel quale annaspiamo - un vuoto pregno di violenza istituzionale a tutti i livelli, da quella contingente ai massimi sistemi che riguardano la sopravvivenza dell'umano sulla terra?

È davvero così facile per il potere ed i suoi agenti - più o meno capaci, più o meno spudorati - banalizzare il malessere di un'intera generazione, la presa di coscienza terribile di tutti noi che ragioniamo di essere stati frodati ed il tentativo ultimo e disperato di invertire la rotta prima che sia troppo tardi?

La mia domanda è ovviamente retorica. La risposta è sì. Lo abbiamo compreso molto bene nel corso di questo decennio che vale quanto un secolo, in cui il potere ha fatto davvero di tutto e, per ultimo, ha mostrato la sua vera faccia, putrescente e mai sazia di carne fresca.

Un'altra domanda, retorica anch'essa: a te questa roba piace? Ti rassicura vivere in un mondo ed in un tempo in cui ogni legge, umana, civile, morale non ha più cittadinanza? Un potere che si fa vanto della barbarie e del gangsterismo esibiti come nuovo modello di relazione tra simili ti tranquillizza?

Intanto finisce l'ultimo teatrino in ordine di tempo di quest'italia alla canna del gas e Yousef torna in libertà: nessun indizio contro di lui, solo un fumo nero come la pece, che ci copre di vergogna.

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