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Per il Financial Times Putin farnetica
di Francesco Dall'Aglio
La telefonata che Stubb e Støre hanno fatto a Putin martedì deve avere davvero gettato nel panico qualcuno, non solo a Bruxelles, che figurati, ma anche a Washington.
Il Financial Times, infatti, aveva sentito subito l’esigenza di chiarire che la telefonata era durata 90 minuti invece dei 20 previsti non perché i tre si fossero detti molte cose per molto più tempo di quanto non avessero previsto, ma perché Putin “ha usato la maggior parte della sua telefonata con i leader di Finlandia e Norvegia per fargli una lezione sulla storia slava medievale […] invece di discutere di questioni cruciali sul modo di fare finire la guerra, Putin ha assoggettato i leader nordici a un lungo sproloquio su quelle che il Cremlino chiama "le cause iniziali del conflitto", secondo tre persone a conoscenza della telefonata”.
A questo va aggiunto il titolo, ovvero il punto su cui si ferma il 75% dei lettori, che recita “Vladimir Putin fa una lezione di storia russa ai leader nordici. Il leader russo parte per un’ampia tangente in una telefonata” eccetera.
In questo modo il pubblico del Financial Times, e di conseguenza tutto il mediaverso che del FT si fida, è stato portato a credere che per Putin “le cause iniziali del conflitto” debbano essere ricercate non nell’espansione della NATO a est o nelle libere interpretazioni del Memorandum di Budapest ma nel battesimo della principessa Olga o nella morte di Svjatoslav a Khortitsya nel 972.
Questa cosa serve naturalmente a presentare Putin come un interlocutore farneticante e qualsiasi tentativo di parlarci come perfettamente inutile, se non umiliante.
Ora, era abbastanza chiaro che "le cause iniziali del conflitto" di cui Putin ha parlato con Stubb e Støre non erano certamente queste, ma riportarlo avrebbe significato in primo luogo riportare il punto di vista reale del Cremlino, non la sua parodia, e soprattutto rischiare che qualche lettore si fermasse un attimo a riflettere sulla cosa, il che è naturalmente molto male.
Il problema è che Stubb non so, ma Støre non ci sta a passare per fesso, e in un’intervista all’emittente norvegese TV2 ha dichiarato che non è vero, le "cause iniziali" partono dal 2014 e che ha chiesto al Financial Times di rettificare l’articolo. FT però si rifiuta.
TV2 ha scritto sia alla caporedattrice del Financial Times che ai giornalisti che hanno scritto l’articolo, ma non ha ricevuto risposta. Chissà come mai.
 
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