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27 ottobre 2026
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Arresto di Youssef Siher altro passo verso l'israelizzazione dell'Italia
di Sergio Scorza

Le accuse che la Procura di Milano rivolge a Youssef Siher sono che il medesimo "avrebbe la capacità di sviluppare una strategia rivoluzionaria (notare il condizionale)" e la "finalità di terrorismo" a cui si aggiunge: "istigazione a delinquere con l'aggravante della finalità di terrorismo e l'articolo 420 bis del nuovo decreto legge, ovvero violenza organizzata". Ma che accuse sono?

Quello che sconcerta è che a Youssef non vengono contestate condotte ed atti concreti/e configuranti un qualsiasi reato penale, no. Lo si arresta e lo si rinchiude in una prigione di massima sicurezza perché "avrebbe la capacità" di sviluppare una strategia rivoluzionaria" e "finalità di terrorismo". Nessun fatto compiuto, realizzato, consumato.

Soltanto un teorema basato sulle "capacità" e sulla "finalità", ovvero, sulla possibilità meramente presunta che Youssef possa fare - addirittura - una rivoluzione(!) e dedotta unicamente da alcuni post in cui si esprimono delle mere opinioni, "radicali" ed "estreme" quanto si vuole, ma, legittime, per di più, su un account personale.

Si tratta del sacrosanto diritto previsto dall'articolo 21 della Costituzione Italiana che tutela il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Peraltro, sulla base di un'accusa del genere, sarebbero perseguibili alcuni milioni di opinionisti da social ed altrettanti leoni da tastiera sul genere Napalm 51(il personaggio di Crozza) fino ai gruppi telegram sionisti italianissimi che incitano all'uccisione degli "antisemiti" ed i soliti gruppi neofascisti che non solo scrivono sui social ma si danno tanto da fare anche sul piano pratico con raid davanti alle scuole e pestaggi di migranti che vanno al lavoro(i fatti).

E, intanto, mentre si perseguono i "reati di opinione", nonostante un procedimento per genocidio della Corte Penale Internazionale ed un pronunciamento della Commissione ONU sui territori occupati e Israele del 16 settembre 2025 che ha concluso che le condotte poste in essere dallo Stato Ebraico, a Gaza, sono qualificate come «genocidio» ai sensi della Convenzione internazionale, tanti militari israeliani, tra un massacro e l'altro di civili palestinesi, vengono a "decomprimersi" nei resort italiani scortati pure dalla polizia.

Per non parlare, poi, di quegli italiani che militano nell'esercito terrorista e genocida dell'IDF e girano indisturbati nelle nostre strade.

Tutto questo capolavoro di cui si stanno rendendo attori politici noti e zelanti procure, si chiama israelizzazione. E sta succedendo qui, nel nostro paese.

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