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Tradimento dell'Ucraina
di Roberto Preve
Quando nel 2013 il presidente Ucraino Yanukovich si rifiutò di firmare l'accordo con la UE, dando luogo al pretesto per il colpo di Stato di Maidan, da lungo preparato, gli erano stati promessi 670 milioni di Euro da Bruxelles ma condizionati a un patto con il Fondo Monetario Internazionale che avrebbe distrutto ogni diritto sociale del paese.
Si chiedeva l'aumento dell'età pensionabile, la riduzione dei sussidi sulla benzina e aumenti dei prezzi dei generi alimentari, tagli a sanità e istruzione.
Il rompere poi il mercato comune con Russia, Bielorussia e Kazakhistan avrebbe portato al crollo del 30 per cento dell'economia ucraina. Questa non solo era il territorio di transito del gas russo ma riceveva lo stesso gas a uso domestico a prezzi scontati.
L'intera economica esportava il suo acciaio e i prodotti della sua industria verso la Russia che ovviamente chiedeva di scegliere tra unione doganale ad Est o ad Ovest.
Il rifiuto di questo accordo con la UE, che ancora oggi non è implementato, era solo un pretesto per il golpe: nessuno poteva firmare una cosa simile.
Questo non giustifica Yanukovich, la necessità di sparare sui terroristi e golpisti era un suo dovere, non una sua scelta. Quando il tuo paese scende da 52 milioni di abitanti a circa 28 (a prendere sul serio le dichiarazioni di Kiev) dovere é impedirlo, non basta non firmare un accordo capestro con la UE.
Dovrà rispondere anche lui per tradimento.
 
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