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Elezioni israeliane: sempre la stessa squadra
di Gabriele Germani
Smettiamola di credere che le elezioni in Israele cambieranno qualcosa. Nella migliore delle ipotesi cambieranno il pilota, non la destinazione.
I media ci stanno vendendo lo scontro tra Netanyahu e l’opposizione come una battaglia epica; ma si tratta sempre della stessa squadra.
Chi governa oggi e chi vuole rimpiazzarlo, ha la stessa identica linea: zero Stato palestinese, espansione degli insediamenti illegali e pressione militare massima sull’Iran.
Non c'è alcun cambio di rotta in programma. I telegiornali vogliono venderci un'immagine addomesticata della politica israeliana, ma la sostanza è che non è previsto nessun piano di pace, nessun ritiro, nessuna alternativa reale per chi vive intrappolato nell'apartheid.
In Israele, come in buona parte dell'Occidente, alle elezioni concorrono due destre. Cambiano i nomi sui manifesti, ma la politica verso la Palestina e gli Stati della regione non si sposterà di un millimetro.
Le elezioni cambieranno poco o nulla, perché la società israeliana condivide gli obiettivi strategici della sua classe dirigente che ha come scopo finale lo sradicamento del popolo palestinese dalle sua terra.
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