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27 ottobre 2026
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27 ottobre 1962: l'uomo pericoloso
di Daniele Furlan

Un piccolo aereo, precisamente un " Morane- Saulnier 760 francese proveniente da Catania e diretto a Linate esplode in volo precipitando vicino al piccolo paese di Bascapè in provincia di Pavia, riempiendo le campagne di rottami.

Un incidente, un fatto accidentale si disse e si continua a dire.

E poco importa se a bordo di quel piccolo aereo c'erano il pilota Irmenio Betuzzi, il giornalista William McHale e un passeggero d'eccezione ma scomodissimo: ENRICO MATTEI.

Un genio che aveva pensato e visto cose "sconvenienti" e si stava adoperando per metterle in atto firmando la sua condanna a morte. Una figura poco conosciuta in Italia, a parte il nome, pochi ne conoscono il valore, la stessa Meloni evidentemente ne conosce solo il nome visto che lo ha più volte nominato sempre "a sproposito".

Anche io non ne sapevo un granché, solo che era il fondatore dell'Eni, questo fino a quando, da " malato di storia" quale sono, iniziai ad impiegare le mie ferie per andare in Africa, nelle ex colonie fasciste a cercare archivi storici e così approfondire proprio il colonialismo fascista, più prove trovavo e più mi vergognavo di essere italiano, anche se solo per metà.

Durante questi viaggi ebbi ovviamente, anche contatti con la gente e notai che se in Etiopia e Somalia si associava comprensibilmente l'Italia a fascismo, Mussolini e Graziani, in Libia, specie nell'entroterra, moltissimi appena saputo che venivo dall'Italia esclamavano con fare contento " ah Italia, Mattei" dandomi anche una pacca sulla spalla, alla parola Italia pensavano immediatamente a Mattei.

Mi colpì questa associazione e fu lì che iniziai ad interessarmi proprio ad Enrico Mattei, scoprendo un bel po' di cose... e capendo il perché dell'entusiasmo di quegli africani.

Chi era Enrico Mattei?

▪️ Nato in un paese dell'entroterra marchigiano, in una famiglia umile ma decorosa, profondamente cattolica, si era in pratica formato da solo.

▪️ Da semplice operaio diventò poi un protagonista della Resistenza come partigiano "bianco" dimostrando grandi doti organizzative.

▪️ Nel 1944 fu arrestato dai Repubblichini e rinchiuso nel carcere di Como da cui riuscì fortunosamente ad evadere.

▪️ Il 25 Aprile 1945 era tra gli esponenti del CLN in prima fila nella manifestazione di Milano.

▪️ Desideroso di entrare in politica, forse perché cattolico divenne deputato DC.

▪️ Simpatizzò subito però ed allacciò stretti rapporti col comunista Luigi Longo, amicizia che poi gli tornò molto utile.

▪️ Quando fu nominato dal governo "commissario liquidatore" ed ebbe l'incarico di liquidare l'AGIP (ente statale per l'estrazione, la lavorazione e la distribuzione del petrolio) creata nel 1926 dal regime fascista ebbe un colpo di genio.

Non seguì le istruzioni: invece di liquidare l'AGIP riorganizzò l'azienda e ne rilanciò l'attività fino alla fondazione della sua ENI.

▪️ Nel 1956 insieme all'ENI fondò anche la "SAIPEM" società di perforazione e montaggi, nonché scuola di preparazione tecnici.

Il suo era un GRANDIOSO PROGETTO di politica energetica nazionale per rilanciare l'Italia risollevandone l'economia, che però era in netto contrasto con quella dello stato italiano al quale poco importava risollevare l'economia italiana ma l'allineamento, in atto già dal primo dopoguerra, con il colonialismo anglo-americano e le grandi multinazionali.. che avevano un unico obiettivo: sfruttare l'Africa per i loro interessi economici.

Mattei al contrario progettò una vera e propria "COOPERAZIONE" con i paesi africani, pensò a creare un sistema basato su compagnie miste (Eni e africane) e riuscì a metterlo in pratica prendendo accordi con i governi africani.

Iniziò anche a preparare tecnici africani in modo che potessero affiancare in breve tempo quelli europei.

La proposta di accordo tra Eni e paesi produttori africani era una divisione degli utili, con ben il 75% a favore di questi ultimi.

Una cooperazione che,OLTRE A RILANCIARE L'ECONOMIA ITALIANA AVREBBE ELIMINATO LO SFRUTTAMENTO ED ACCELERATO IL PROCESSO DI INDIPENDENZA DEL CONTINENTE AFRICANO.

Ma non pensò solo all'Africa, negoziò anche concessioni petrolifere in MEDIO ORIENTE.

Sancì poi anche un importantissimo accordo commerciale con l'UNIONE SOVIETICA, grazie al suo amico comunista Longo, l'artefice dei contatti.

Capite che Mattei era diventato un vero pericolo per l'oligopolio delle cosiddette sette sorelle (compagnie petrolifere, 5 statunitensi e 2 inglesi) che ovviamente perseguivano il totale sfruttamento delle risorse del Terzo Mondo.

Il suo piano avrebbe portato alla loro completa distruzione... e i servizi segreti anglo-americani si attivarono.

In una circolare del Foreign Office (ufficio degli esteri del Commonwealth e dello sviluppo) indirizzata al ministero dell'energia, settore petrolifero, di Londra, oltre alle prove allarmanti dei suoi accordi già stipulati c'è anche una trascrizione riferita ad una dichiarazione di Mattei avuta grazie ad una intercettazione telefonica con un interlocutore sconosciuto .

"CI HO MESSO 7 ANNI PER CONDURRE IL GOVERNO ITALIANO VERSO UNA APERTURA A SINISTRA E POSSO DIRLE CHE MI CI VORRANNO MENO DI 7 ALTRI ANNI PER FAR USCIRE L'ITALIA DALLA NATO E METTERLA ALLA TESTA DEI PAESI NEUTRALI".

La data è il 7 AGOSTO 1962 poco più di un anno prima del primo governo Moro e a soli due mesi dall'esplosione del suo aereo.

E sarà un caso che proprio alla vigilia dell'incidente aereo il "Financial Times" fece un articolo sul "pericolo Mattei" intitolandolo: "Se ne deve andare"?

ENRICO MATTEI, questo GRANDE UOMO, FU ASSASSINATO e con lui morì anche il suo "piano" tra i rottami di un piccolo aereo, nelle campagne di Bascapè, il suo progetto già avviato, ovviamente, non fu portato avanti dall'Italia che preferì continuare ad essere una COLONIA assoggettata alle potenze e multinazionali occidentali.

Per la stessa Italia è stato sempre meglio continuare a pensare che quel piccolo aereo esplose accidentalmente, magari per colpa di una cicca, ed a Mattei come un visionario, oltretutto partigiano e filo-russo.

NB: I documenti del Foreign Office Britannico scoperti a Ken Garden nel 2008 sono ancora conservati negli archivi nazionali britannici di Ken Garden a sud di Londra... una copia è anche consultabile in quello di Casarrubea di Partinico (Palermo).


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