 |
La stampa avanguardia del nuovo nazismo guerrafondaio
di Clara Statello
Fino ad oggi potevamo dire di avere una stampa serva e codina. Adesso possiamo tranquillamente affermare di avere una stampa carnefice.
Segnate col fuoco sulla pietra queste parole:
LA STAMPA È L'AVANGUARDIA DEL NUOVO NAZISMO GUERRAFONDAIO.
Pensate, per vicinanza temporale, al ruolo che ebbe il Mercurio, organo ufficioso della dittatura, nel regime fascista di Pinochet.
Si pensi alla penosa vignetta pubblicata dal Mercurio il 7 novembre 1974, per deridere Lumi Videla, la giovane mirista uccisa sotto tortura dalla polizia segreta cilena (DINA), il cui cadavere venne scaraventato contro le mura di cinta dell'ambasciata italiana, per intimidire i diplomatici e il nostro governo che, attraverso la chiesa cattolica e la democrazia cristiana, offrivano un corridoio di fuga ai perseguitati politici.
La vignetta rappresentava il crimine commesso dalla DINA come un numero da circo, la donna cannone. Era titolato: Circo internazionale, il fantastico numero del proiettile umano sopra le mura di un'ambasciata (quella italiana).
Per ironia, l'autore di questa schifezza era italiano. Il suo pseudonimo Lukas, alias Renzo Antonio Giovanni Pecchenino Raggi. Nato nel '33 in provincia di Piacenza, ottenne la cittadinanza cilena soltanto nel 1987, un anno prima di morire.
Il crimine e l'intimidazione contro l'ambasciata del suo paese avvenne nel 1974. Il che la dice lunga sulla postura morale di questo giornalista che nel 1981 fu addirittura premiato dalla dittatura per il suo lavoro.
La stessa miserabile cattiveria disumanizzante, inaccettabile in una democrazia fondata su principi antifascisti, si legge nei commenti social agli articoli su Siher che, da quel che si legge sul Sole 24 Ore, avrebbe commesso l'unico crimine di tentare di costituire un soggetto politico sul blocco sociale emerso dalle manifestazioni del 17 ottobre che, occorre ricordare, non furono affatto soltanto saccheggi.
Occorre ricordare, prima di leggere quanto riportato dal Sole24h, che creare un soggetto politico non è un crimine ma è un diritto politico di ogni cittadino italiano, a prescindere da razza, religione, ideologia, orientamento sessuale e altro. Dunque attaccare Siher vuol dire attaccare questo principio che sta alla base della nostra costituzione: la partecipazione politica attiva.
Ecco cosa scrive il quotidiano di Confindustria:
"Un ideologo capace di trasformare la rabbia di piazza in un progetto politico. È il ruolo che la Digos attribuisce a Youssef Siher, il ricercatore trentenne di origini marocchine finito al centro dell’inchiesta sul Movimento 17 ottobre. «L’istigatore, l’agitatore, l’uomo che voleva mettere il cappello politico su un movimento potenzialmente pericoloso», lo descrivono gli investigatori. Un’ipotesi accusatoria che intreccia antagonismo, violenza giovanile e propaganda digitale. E sulla quale si apre ora un secondo fronte, ancora più delicato: la Procura di Genova sta verificando eventuali collegamenti tra il trentenne e la rete di associazioni benefiche coinvolta nell’indagine sui presunti finanziamenti ad Hamas. Siher non è indagato in quel procedimento, ma gli accertamenti cercano di chiarire l’esistenza di possibili relazioni. Intanto oggi la Procura di Milano chiede la convalida del fermo eseguito sabato 24 ottobre, contestando al ricercatore l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Accuse che attendono il vaglio del giudice e che dovranno essere dimostrate".
Ovvero, aria fritta.
Anche quando emergessero collegamenti con gruppi collegati ad Hamas (o perché no, ai bambini di Satana o ai cartelli colombiani, già che ci siamo), questi non costituirebbero automaticamente un reato.
Un attimo, però: questa storia dei collegamenti non ci ricorda qualcosa? Eh sì, cari amici. Ricorda proprio NAZA.
Le spie dell'IDF ricostruiscono i movimenti dei palestinesi attraverso il segnale di WhatsApp e, dai loro contatti telefonici, stabiliscono o meno se un soggetto è di Hamas, quindi target. Basta un contatto telefonico con un componente di Hamas per essere definiti membri di Hamas.
Questo procedimento avviene tramite un software di Intelligenza artificiale chiamato Lavender.
Ne esiste anche una versione destinata alle forze di polizia o agenzie di sicurezza, per gestire l'ordine pubblico. Si chiama Gospel - Vangelo. È esportata nei paesi partner di Israele.
Nell' ultimo anno sono emersi diversi scandali che hanno riguardato, ad esempio, Slovenia e Nigeria, in cui erano implicate società israeliane, come Black Cube per esempio, che software del genere.
In particolare questi software raccolgono i dati degli utenti social su fonti aperte, li profilano in base all' ideologia politica, fede religiosa e quant'altro, ne misurano la "pericolosità sociale", intesa come capacità di destabilizzare il governo o semplicemente determinate politiche. Nello specifico è servita per reprimere movimenti ambientalisti, in fermento contro le multinazionali dell' energia.
Ecco, a questo punto dobbiamo chiedervi se, in base alle cose che scrivono i giornali, quando parlano di collegamenti e contatti, il nostro governo non stia utilizzando proprio Gospel o un software simile per cercare un capro espiatorio da dare in pasto alla plebe assetata di sangue perché aizzata dalla stampa.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|