 |
La vergogna della RAI Radio Televisione Israeliana
di Franca Zanaglio
Titolo di RAI News "blitz antiterrorismo di Israele in Cisgiordania".
Un esercito mandato a sequestrare persone, distruggere case, terrorizzare intere famiglie mandandole per strada a Hebron è "un blitz antiterrorismo".
Hebron evoca come tutta la Palestina occupata tante storie di resistenza e forza morale di un popolo oppresso e massacrato da più di 80 anni.
Hashem al-Azzeh, ucciso a Hebron il 21 ottobre 2015, uno del milione di morti incolpevoli della sua terra, era uno dei volontari che lavorava per ricostruire pezzo per pezzo le strade distrutte dagli occupanti.
La sua famiglia viveva da generazioni in una piccola casa col cortile finché si trovò circondato da coloni che con l'aiuto dell'esercito avevano occupato le case dei suoi vicini.
Non se n’era mai andato, aiutando i palestinesi a tornare ad Hebron, a ricostruire le loro vite e a chi riusciva a passare in mezzo a quell'assedio diceva sorridendo "Welcome to Guantanamo".
Rimanere lì era un atto di resistenza quotidiana, come far giocare i bambini nel patio coprendo con la propria voce insulti dei vicini che scrivevano sulla propria porta “Dio ci ha dato il diritto di uccidere gli arabi, e noi lo amiamo per questo” e avevano scritto sulla sua “Gas agli arabi” . Resistenza era raccontare rivivendone il dolore la sua storia, sempre con il sorriso.
I coloni gli avevano tagliato i tubi dell’acqua, lasciandone priva la famiglia per tre anni, avvelenato e poi sradicato tutti i suoi alberi da frutto, messo del filo spinato in giardino, murato la porta, lanciato immondizia dentro casa. Lo avevano aggredito, picchiato, avevano fatto arrestare suo figlio di 5 anni e causato due aborti a sua moglie.
L’IDF eseguiva, su loro ordine, dei blitz di giorno e di notte, anche mentre lei stava partorendo, impedendo l'arrivo dell'ambulanza e costringendo lui a portarla in ospedale in braccio.
La lista degli abusi che Hashem ha dovuto subire nella sua vita è lunghissima, così come quella degli abitanti di Hebron, rinchiusi dentro una gabbia a cielo aperto e circondati da check point, soldati, coloni.
Era un "terrorista" questo padre di famiglia, secondo la narrazione dei sionisti e secondo la narrazione di tutti quei vergognosi corrispondenti da Gerusalemme che non vedono, non sentono, omettono o preferibilmente mentono.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|