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In Serbia vince la UE. Prossima Ucraina?
di Antonio Matteini
Invidio tanto chi si è svegliato stamani e è riuscito a godere per quello che è avvenuto in Serbia.
Intanto il Brasile per un soffio si è salvato dal finire in mano a un burattino idiota i cui fili vengono tenuti da quella banda di criminali con sede a Washington. L'artefice della propria sconfitta è stato lo stesso Bolsonaro junior, va ringraziato d'essere riuscito a dilapidare il vantaggio che aveva acquisito.
Per quanto riguarda la Serbia, possono festeggiare giusto Elly Schlein e Calenda.
Ha perso un nazionalista retrogrado e a capo di un sistema di potere tutt'altro che limpido. Sarebbe una bellissima notizia, non fosse che a vincere è stata una alleanza europeista.
Con l'accezione più negativa che questo aggettivo - europeista - può avere.
Vucic nell'ammettere la sconfitta ha profetizzato che entro breve, la Serbia col nuovo governo abbraccerà le politiche di Bruxelles rispetto alla Russia.
Il che vuol dire sanzioni e di conseguenza crisi per un Paese che già ha tutti i suoi problemi in gran parte causati direttamente dai paesi europei e occidentali più in generale.
Vucic che per carità, tutto è fuorché uno stinco di santo, ha denunciato le ingerenze di UE e USA nella campagna elettorale.
Gli aiuti occidentali hanno sempre un prezzo, lo sanno gli studenti serbi, lo sa chiunque abbia una elementare capacità analitica.
 
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