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Il fiume rompe gli argini
di Gabriele Germani
Tutto dorme per anni e poi un giorno il fiume si gonfia e rompe gli argini... E quando succede non chiede il permesso.
Come negli anni '70 abbiamo le città piene di ragazzi che non hanno futuro: niente lavoro, pace, ambiente sano, casa, sanità, istruzione. Zero.
A questo si somma che molti di questi vivono un razzismo sistemico che impatta sulle loro vite.
Il governo manda polizia e botte.
L'opposizione non si presenta in piazza: dubito sarebbe accolta con piacere.
Scurati dice che i maranza a Feltrinelli non hanno rubato perché c'erano solo libri ("Maestà il popolo ha fame! Dategli delle brioches!")
I micro-partitini-setta della sinistra radicale non potendo cavalcare il fenomeno, lo criticano.
Il generalissimo e i rossobruni, con i loro maitre a penser amanti del medioevo sanitario, sono scomparsi (Inshallah!!).
Dopo i maranza (quando sento "casseur" viene voglia a me di spaccare le vetrine!) e il bambino di undici anni, ora il nemico diventano i palestinesi e gli attivisti ProPal di origine araba.
Sbatti il mostro in prima pagina!
Andiamo verso una stagione di lotte, menomale che ci pensano i ragazzi, che se aspettavano noi stavamo ancora parlando di sigle di sindacato, partiti-setta e vanità individuali di scrittori, giornalisti, artisti, opinionisti molto presi dal sentirsi la guida della rivoluzione.
E ancor di più menomale perché forse non passeremo i prossimi mesi a parlare di Tizio e Caio che si candidano per un posticino al comune di Itri, di firme raccolte, della lista di tutti quelli con tre occhi, di giochi di prestigio tra gruppi parlamentari e affini.
 
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