 |
Turchia: accordo della Mecca solo difensivo
di Leandro Leggeri
La Turchia non prevede di impegnare le proprie forze armate in combattimenti contro Ansar Allah, meglio noto come Houthi, nell'ambito dell'accordo di difesa sottoscritto con Arabia Saudita e Pakistan. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa turco Yaşar Güler il 23 ottobre, precisando che l'eventuale sostegno militare ad Ankara richiesto da Riyadh avrebbe principalmente una funzione di deterrenza.
«Non prevediamo assolutamente di entrare in alcuno scontro con gli Houthi», ha affermato Güler durante un'intervista televisiva, richiamando il modello della presenza militare turca in Qatar, finalizzata al rafforzamento della sicurezza dell'alleato.
Il ministro ha inoltre chiarito che qualsiasi richiesta saudita sarà valutata singolarmente e che l'eventuale impiego di forze turche dovrà rispettare le procedure previste dalla legislazione nazionale, compresa l'autorizzazione parlamentare.
Le dichiarazioni arrivano mentre il Parlamento turco esamina la ratifica del Mecca Joint Defence Agreement, l'accordo di difesa congiunta firmato in agosto da Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Il trattato stabilisce il principio secondo cui un attacco armato contro uno dei tre paesi viene considerato un attacco contro tutti.
La posizione espressa da Ankara introduce una distinzione significativa tra assistenza militare e partecipazione diretta alle operazioni belliche. La Turchia non esclude infatti di contribuire alla difesa saudita attraverso sistemi antiaerei, assistenza tecnica e altre capacità militari, ma intende evitare un coinvolgimento diretto nelle operazioni offensive contro Ansar Allah.
Un ulteriore elemento riguarda l'interpretazione giuridica del trattato. L'articolo 2, facendo riferimento ad aggressioni provenienti da altri Stati o gruppi di Stati, solleva interrogativi sulla sua applicabilità agli attacchi condotti da un'organizzazione armata non statale come Ansar Allah. La questione rimane aperta e potrebbe incidere sulle modalità di attivazione degli obblighi di difesa reciproca.
Sul piano strategico, questa impostazione consentirebbe ad Ankara di consolidare la cooperazione militare con Riyadh senza aprire un nuovo fronte nella guerra yemenita. Il sostegno turco potrebbe dunque rafforzare le capacità difensive saudite, lasciando alle forze di Riyadh la responsabilità delle operazioni militari contro Ansar Allah.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|