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Non lavoriamo per la guerra
di Antonio Mazzeo
I lavoratori portuali non lavorano per la guerra: il 30 ottobre sarà la seconda Giornata internazionale di azione.
La mobilitazione globale cresce e coinvolgerà oltre 100 porti in 17 Paesi e 4 continenti, con adesioni storiche che vanno da San Francisco ad Amburgo, fino al Consiglio europeo dei lavoratori portuali.
Gli scioperi interesseranno i principali hub del Nord Europa, del Messico, dell'India e del Mediterraneo, dove i sindacati coinvolti gestiscono il 40% del traffico container.
Secondo le prime stime, la protesta potrebbe bloccare 40.000 container in un solo giorno.
Questa giornata dimostra la forza della classe operaia organizzata contro i conflitti, la militarizzazione delle banchine e l’automazione che taglia i posti di lavoro. I lavoratori condannano fermamente il genocidio del popolo palestinese e i blocchi imperialisti.
In Italia, dove la mobilitazione è promossa da USB e Orsa Porti insieme ai sindacati internazionali, il 30 ottobre sarà sciopero generale contro la guerra e il carovita, con proteste già confermate nei porti di Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Ravenna e Gioia Tauro.
Nessun lavoratore deve lavorare per la guerra: la lotta è unitaria in ogni Paese e settore. In allegato la mappa delle mobilitazioni.
In Italia sciopero generale promosso dal sindacalismo di base...
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