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Capri espiatorii
di Alessandro Negrini
Gli antichi Greci, nei tempi di crisi, espellevano un capro espiatorio per fare credere di liberare la città dai suoi mali.
La Destra moderna ha perfezionato il rito: prima impoverisce le città, la società stessa, poi arresta chi ne porta le ferite.
Ieri gli ebrei, poi i musulmani, i migranti, sempre i giudici.
Oggi i minorenni. Otto decreti sicurezza in quattro anni, l'ultimo per punire questa volta i minori.
Dopo aver cancellato fondi alle comunità, cancellato il Fondo per la Morosità incolpevole per chi non riesce a pagare l’affitto. E ancora prima, aver cancellato l'unico salvagente di civiltà che avevamo, il Reddito di Cittadinanza. Dopo aver destinato montagne e montagne di soldi alle armi.
E adesso i militari in strada.
Le vetrine rotte non si giustificano, ma si spiegano: una società che chiude ogni porta di accesso agli ultimi, solo con una straordinaria faccia tosta può stupirsi se qualcuno finisce per sfondarne una.
Se protestano gli studneti, manganelli. Se protestano i camionisti, spunta il sospetto della Camorra. Ma se un orefice spara alla schiena a due ladri, improvvisamente il linguaggio cambia, bisogna comprendere.
E a Gaza, persino i bambini morti devono aspettare il permesso della diplomazia della nostra madre cristiana per potersi considerare uccisi, trucidati, ridotti a polvere.
In tutto questo la finta sinistra dei Sala, degli opinionisti da cachet giornaliero nei talk, si accodano, felici dei militari in strada, invece di gridare e inchiodare questa destra ipocrita per chiedere case, servizi e diritti.
La Destra chiagni e fotti: prima piange e grida per conquistare il popolo, poi lo punisce quando protesta perché gli è stato sottratto tutto, quando smette di obbedire.
Perché il loro sogno non è una società senza conflitti, ma una società in cui nessuno osi più disturbare chi li produce.
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