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23 ottobre 2026
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150 vip a difesa della scrittrice
di Marilina Mazzaferro

Oltre 150 scrittori e personaggi pubblici hanno esortato il governo britannico a modificare il divieto che colpisce l'organizzazione "Palestine Action", avvertendo che il ritiro dal commercio dei libri di Sally Rooney viola i principi fondamentali della libertà di espressione.

La lettera aperta, di cui ha dato notizia mercoledì l'agenzia AFP, giunge dopo l'annuncio, fatto la scorsa settimana da Rooney e dal suo editore, Faber, secondo cui i suoi libri non potranno più essere venduti nel Regno Unito a causa delle implicazioni legali legate al suo sostegno al gruppo. "Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista. I suoi libri devono essere accessibili al pubblico", si legge nella lettera.

Tra i firmatari figurano Annie Ernaux, Anne Carson, Arundhati Roy, Zadie Smith, Colm Tóibín, Jhumpa Lahiri e Julian Barnes, oltre agli attori Paul Mescal e Tilda Swinton.

I firmatari hanno condannato l'impatto della legislazione antiterrorismo sull'accesso alle opere di Rooney. "Il loro ritiro dal mercato, basato su una normativa antiterrorismo draconiana e mal concepita, costituisce un affronto ai principi fondamentali della libertà di parola e di espressione, da sempre dati per scontati in questo Paese", afferma la lettera.

"Respingiamo categoricamente ogni forma di censura – diretta o indiretta – e sollecitiamo il governo a cambiare rotta, modificando la legislazione che ci ha condotti a questo punto di assurda repressione".

Rooney ha espresso più volte il proprio sostegno a "Palestine Action", annunciando anche l'intenzione di finanziare le attività del gruppo.

L'organizzazione non è fuorilegge in Irlanda, Paese in cui l'autrice vive e lavora. Nel Regno Unito, tuttavia, la classificazione del gruppo rende illegali l'adesione, il sostegno e il finanziamento allo stesso.

La casa editrice Faber ha dichiarato che, a causa di tali restrizioni, non è più legalmente possibile trasferire a Rooney le royalties maturate dalle vendite nel Regno Unito.

Il conseguente ritiro dal mercato riguarda opere come *Normal People* e *Intermezzo*, portando le ripercussioni del divieto direttamente all'interno dell'industria editoriale britannica.

La lettera chiede modifiche legislative per risolvere la situazione, sostenendo che la censura resta inaccettabile, sia quando imposta direttamente, sia quando deriva da restrizioni che rendono, di fatto, la pubblicazione e il relativo pagamento legalmente insostenibili.

La controversia ha inoltre acceso i riflettori sul trattamento riservato ad altre persone che hanno espresso sostegno a "Palestine Action". La scorsa settimana la polizia ha esaminato un post su X dell'autrice Sarah Helm, moglie del consigliere per la sicurezza nazionale britannico, dopo che quest'ultima aveva difeso Rooney ed espresso sostegno al gruppo. In seguito, la polizia ha stabilito che il post non giustificava l'apertura di un'indagine penale.

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