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Gli USA puniscono il Sudafrica
di Santina Sconza
Il Sudafrica deve prepararsi all'esclusione dall'AGOA.
Lo ha dichiarato il presidente Cryil Ramaphosa: il Sudafrica deve prepararsi all'eventuale perdita dei benefici commerciali con gli Stati Uniti.
L'AGOA (African Growth and Opportunity Act), è l'iniziativa statunitense che consente scambi commerciali esenti da dazi, offre ai Paesi africani idonei l'accesso al mercato statunitense, senza dazi, per migliaia di prodotti.
Il Sudafrica ne ha beneficiato per anni.
L'amministrazione del presidente Donald Trump ha duramente criticato il Sudafrica, sostenendo che nel Paese sia in atto una persecuzione contro la popolazione bianca.
Il governo sudafricano respinge tali accuse, definendole falsità diffuse da gruppi marginali.
Alcuni funzionari USA hanno suggerito di escludere il Sudafrica dall'accordo.
Il presidente Ramaphosa ha sottolineato che l'impatto sull'occupazione sarebbe "devastante"; per questo motivo, insieme al vicepresidente Paul Mashatile, sta viaggiando in diverse parti del mondo alla ricerca di mercati alternativi.
Vivendo in Sudafrica posso assicurare che noi bianchi non siamo perseguitati, sono delle falsità, io bianca non solo non ho avuto mai problemi, anzi devo dire che non conoscendo bene la lingua inglese nei supermercati e in qualsiasi posto mi trovi vengo aiutata.
Se molti europei e italiani abbiamo scelto di vivere in Sudafrica evidentemente è perché qui non c'è odio e si vive pacificamente.
Il Sudafrica rappresenta il mondo inclusivo, 11 lingue ufficiali, l'unione dell'intera umanità, i museum che ricordano non solo l'apartheid, ma anche la Shoah e tutti gli altri genocidi.
Chi vuol venire in Sudafrica non dimentichi di visitarli.
Vorrei dire a Elon Musk che l'empatia non è la più grande debolezza dell'Occidente o dei paesi socialisti o del Sudafrica, è invece la forza che porta la pace nel mondo.
Se il premio Nobel per la pace è stato assegnato alla sudafricana Navi Pillay un motivo c'è e lo spiega il Comitato norvegese per il Nobel:
"In un tempo in cui il diritto internazionale è sottoposto a pressioni crescenti, le sue istituzioni sono messe in discussione e il ricorso alla forza sembra troppo spesso prevalere sulla ricerca di soluzioni fondate sulle regole, il riconoscimento a Navi Pillay assume un valore che va ben oltre il tributo a una singola personalità.
È il riconoscimento di un principio essenziale, oggi più che mai necessario: non può esservi una pace autentica e duratura senza giustizia, senza che vi sia responsabilità per le violazioni dei diritti fondamentali, senza il rispetto di quelle regole comuni che pongono un limite".
E come affermò Navi Pillay nel 2010 davanti alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato italiano sulle politiche migratorie:
«I migranti non sono un carico di rifiuti tossici».
Sempre Navil Pilly:
"L’ultima cosa che ho fatto è stata il rapporto su Gaza, in cui definisco ciò che sta accadendo lì come un genocidio. Una delle reazioni principali a quel rapporto è stata quella di rendermi omaggio per il mio coraggio. E potete immaginare quanto fossi sorpresa. Perché ci vorrebbe coraggio per dire la verità?".
In Sudafrica si respira aria di umanità che manca in Italia e negli USA, si respira empatia, rispetto per l'essere umano, per la povertà, nessuno si sognerebbe di uccidere un senzatetto, li vedi nei giardini, nelle spiagge, davanti alle chiese, nessuno si permette di disturbarli.
Il Sudafrica è accoglienza, forse di questo hanno paura Trump, i suoi ministri e Musk, perché l'empatia può ostacolare il loro progetto di barbarie, di guerra e di morte dell'umanità.
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