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Una notte una madre e due bambini
trad. di Antonella Salamone
«Una notte una madre e i suoi due figli, una bimba piccola e un bimbo ancora con il pannolino erano soli a casa, mentre il marito stava lavorando poco distante in una fabbrica di pietra.
I coloni sono arrivati a casa e hanno attaccato.
Hanno iniziato a colpire la bambina: aveva punti di sutura su tutta la testa.
La madre ha cercato di proteggere il bambino piccolo che era nel letto. Era notte, sai, dopo mezzanotte. È stata picchiata e anche lei aveva la testa aperta con tantissimi punti.
I coloni hanno preso il bambino piccolo e lo hanno scaraventato tra le spine nel terreno lì vicino e lui strisciava tra le spine. Tutto il suo corpo era ferito. La madre, anche se stava sanguinando, ha cercato di proteggere suo figlio, finché non è arrivato il padre e allora I coloni sono scappati.
La famiglia si rifiuta di andarsene. Non andranno da nessuna parte perché in realtà non c'è nessun altro posto dove andare; dove dovrebbero andare?
Ma quello che fanno ora è che ogni notte lasciano la casa. Quando si fa buio vanno in una casa vicina, dormono fino alle 3:00 o 4:00 del mattino e poi tornano a casa loro.
Immagina che tipo di vita sia dover trascinare i tuoi figli solo perché hai paura e non è sicuro per le loro vite. Questa è la situazione in questa zona.»
Testimonianza di Amira Musallam, attivista.
La storia di Amira Musallam
In una notte di Novembre del 2000, la dodicenne Amira Musallam era rannicchiata nella casa della sua famiglia a Betlemme mentre le bombe piovevano e gridava chiedendo aiuto. Sentendo il calore di una bomba che colpiva la casa alle loro spalle, la sua famiglia strisciò lungo il ciglio della strada fino all'abitazione di un vicino, in una posizione più sicura.
La mattina seguente, Amira uscì e trovò metà della sua casa in rovina e la strada disseminata dei resti di un medico che aveva cercato di raggiungere i vicini feriti.
Oggi Amira è un'attivista palestinese, nota per essere la co-fondatrice e la responsabile (Head of Mission) di UCPiP (Unarmed Civilian Protection in Palestine).
L’organizzazione UCPiP si occupa di schierare e coordinare volontari non armati (palestinesi, internazionali e israeliani) per offrire presenza protettiva e monitoraggio nelle comunità vulnerabili della Cisgiordania.
Amira Musallam, originaria della zona di Betlemme/Beit Jala, promuove azioni nonviolente, documentazione della situazione sul campo e sensibilizzazione internazionale.
Nel 2025 è stata insignita del premio Peacemaker in Action Award promosso dal Tanenbaum Center for Interreligious Understanding per il suo impegno nella costruzione della pace e nella tutela dei diritti umani.
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