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21 ottobre 2026
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Netanyahu mostra mappa delle alleanze con Emirati e RDF del Sudan
di Leandro Leggeri

Una mappa del Vicino Oriente diviso in schieramenti concorrenti, nella quale anche territori controllati da milizie e movimenti separatisti vengono collocati nell’orbita di Israele e degli Emirati Arabi Uniti. È quella mostrata da Benjamin Netanyahu il 18 ottobre durante la presentazione della nuova dottrina di sicurezza israeliana, secondo quanto riferisce Middle East Eye.

La carta, che reca il logo della fondazione tedesca Friedrich Ebert, rappresenta Israele ed Emirati come parte di una «alleanza esagonale», associandovi Grecia, Etiopia e parti dell’India. Tra le aree indicate come amiche compare anche una porzione del Sudan sudoccidentale controllata dalle Forze di supporto rapido (RSF), il gruppo paramilitare guidato da Mohamed Hamdan Dagalo e accusato di genocidio in Darfur. Abu Dhabi nega di sostenere le RSF, nonostante le numerose inchieste e testimonianze sul sostegno emiratino.

Nella stessa area di affinità vengono collocati i territori della Libia orientale controllati da Khalifa Haftar, i separatisti dello Yemen meridionale sostenuti dagli Emirati e il Somaliland, territorio separatista rivendicato dalla Somalia. La rappresentazione accosta così Stati riconosciuti, autorità territoriali e formazioni armate all’interno di un medesimo schema strategico.

Particolarmente significativo è il trattamento riservato a Egitto e Giordania, entrambi legati a Israele da trattati di pace. Il Cairo viene inserito in una distinta «alleanza del diamante sunnita», insieme ad Arabia Saudita, Turchia e Pakistan; Amman è indicata come amica di questo raggruppamento. Iran, Hezbollah e Ansar Allah, meglio noto come Houthi, vengono invece ricondotti all’«Asse della Resistenza».

La presentazione accompagna una dottrina che privilegia prevenzione e offensiva, contempla attacchi preventivi e prevede zone cuscinetto lungo i confini israeliani. Una mappa non dimostra, da sola, l’esistenza di accordi formali o di sostegno militare a ciascun soggetto rappresentato.

La sua esposizione pubblica da parte di Netanyahu rende però politicamente rilevante questo schema: una visione regionale nella quale le convergenze strategiche attraversano i confini degli Stati e includono attori coinvolti nella loro frammentazione.

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