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Hegseth visita segretamente Israele
di Rico Guillermo
Il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha effettuato lunedì una visita non annunciata nei territori palestinesi occupati, incontrando il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu presso la base aerea di Ovda, nel sud della Palestina occupata, come riportato da Axios.
Secondo Axios, la visita segreta è avvenuta a otto giorni dalle elezioni israeliane e nel contesto di discussioni tra Stati Uniti e Israele circa la possibilità di riprendere operazioni militari su larga scala contro l'Iran.
L'emittente israeliana Channel 13 ha riferito che Hegseth ha incontrato Netanyahu per due ore; all'incontro hanno preso parte anche altri funzionari.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva precedentemente dichiarato che non avrebbe ripreso gli attacchi statunitensi contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato, previste per il 3 novembre, secondo quanto riportato dall'Associated Press.
Axios, citando due fonti informate, ha riferito che l'incontro si è tenuto presso la base aerea di Ovda, dove sono di stanza aerei per il rifornimento in volo e caccia statunitensi. Il Pentagono e l'ambasciata israeliana a Washington non hanno rilasciato commenti immediati; resta inoltre poco chiaro se le due parti abbiano discusso i dettagli di una eventuale azione militare contro l'Iran.
La visita è avvenuta il giorno dopo che Trump ha annunciato il proprio sostegno a Netanyahu in vista delle imminenti elezioni per la Knesset.
Trump ha legato il suo appoggio a Netanyahu alla "cooperazione nel fronteggiare l'Iran", sostenendo che "una sua sconfitta potrebbe lasciare a Washington l'onere di proseguire da sola il confronto con Teheran".
Il quotidiano israeliano Maariv ha citato fonti politiche secondo le quali alcuni sondaggi dettagliati, forniti a Trump, avrebbero influenzato le tempistiche del suo annuncio.
In seguito al messaggio di sostegno di Trump, fonti interne al partito Likud hanno dichiarato che l'annuncio era "atteso" e che non hanno mai dubitato che Trump avrebbe sostenuto Netanyahu in vista delle elezioni.
Secondo le stesse fonti, il momento scelto aveva lo scopo di garantire a Netanyahu il massimo impatto possibile durante gli ultimi giorni di campagna elettorale.
I sondaggi indicano che la coalizione di Netanyahu potrebbe perdere la maggioranza di governo, sebbene l'opposizione possa incontrare difficoltà nel formare un esecutivo alternativo.
In un contesto correlato, dopo aver annunciato il proprio sostegno a Netanyahu, Trump ha dichiarato all'emittente israeliana Channel 12: "Forse potrei lavorare con un altro candidato, forse no", aggiungendo poi: "Perché dovrei correre il rischio?". Il vicepresidente statunitense JD Vance, dal canto suo, ha evitato di esprimere il proprio sostegno a Netanyahu, affermando di non voler interferire nelle elezioni israeliane.
In un'intervista alla piattaforma mediatica 2WAY, Vance ha dichiarato: "Io sostengo i candidati americani, ed è su questo che mi concentro in vista delle elezioni di metà mandato", aggiungendo: "Non sono contrario a sostenerlo, ma non intendo nemmeno farlo; non interferisco nelle elezioni israeliane".
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha esortato a sfruttare gli anni rimanenti della presidenza Trump per far avanzare importanti obiettivi israeliani su molteplici fronti; nel frattempo, il presidente statunitense ha espresso pubblicamente il proprio sostegno alla rielezione del leader israeliano in vista delle elezioni del 27 ottobre.
Secondo l'emittente pubblica israeliana Kan, Netanyahu ha avvertito che i Repubblicani potrebbero perdere la loro influenza politica negli Stati Uniti, sottolineando l'importanza di capitalizzare il periodo ancora a disposizione dell'amministrazione Trump.
"Ci restano due anni di mandato del mio amico Trump, ed è esattamente il momento giusto per portare a termine le nostre missioni principali su tutti i fronti", ha dichiarato Netanyahu.
Le sue osservazioni giungono in un clima di incertezza riguardo al futuro equilibrio dei poteri politici a Washington, con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per novembre.
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