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19 ottobre 2026
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Almeno state zitti
di Rossella Ahmad

"Sono a Milano, ho vissuto in diretta gli accadimenti ed ho avuto la percezione netta di infiltrati nel corteo, che tra l'altro era già stato spezzato in due tronconi".

Lo scrive su whatsapp un amico di mia figlia, mentre la tiene aggiornata sullo svolgimento della manifestazione, una delle tante di questo glorioso sabato 17 ottobre, in cui la generazione Z, la più vessata delle generazioni, ha tirato fuori quella rabbia che attendevamo esplodesse da sei anni almeno.

La mia percezione è simile. E non da oggi. Del resto, il video girato a Parigi da un deputato di France Insoumise lo testimonia con sufficiente chiarezza. Le elite temono grandemente la rabbia popolare e ricorrono al consueto trucchetto delle infiltrazioni per avere mano più libera nella repressione delle manifestazioni. Le quali in Francia hanno da ieri uno slogan curioso, che tocca spiegare prima che gli islamofobi da riporto si facciano venire un coccolone: Bismillah, c’est les ténèbres, dal tentativo subito sgamato di un infiltrato delle forze dell'ordine di spacciarsi come giovane nordafricano autore di un messaggio social che si apriva appunto con quella frase.

Nulla di nuovo sotto il sole, dunque. Sempre nuova e vegeta invece la consapevolezza di vivere in una sorta di casa delle beffe, in cui individui che sino a ieri sputavano veleno sulla passività dei giovani, sulla loro tragica assenza di interesse politico, sulla remissività mostrata nell'essere pesantemente bastonati sulla schiena dal potere senza proferire verbo, primo caso forse nella storia, puntano oggi il dito contro l'attivismo dei giovani, contro la giusta ribellione verso il futuro di merda che è stato loro preparato con un grado di cinismo che meriterebbe ben altro che un cassonetto dato alle fiamme e la vetrina infranta di una multinazionale.

E già. La violenza - ammesso che di violenza non provocata si tratti - non è mai la risposta. La violenza genera solo altra violenza e non risolve nulla. e ti fa avere torto anche quando hai ragione e via così, da una banalità all'altra. Ciò decretarono le alte sfere ed i loro alfieri della stampa, terrorizzati dall'evenienza che la rabbia popolare si indirizzi per una volta nella direzione giusta, imprimendo il sigillo della legalità alla loro autoconservazione, mai così in pericolo come oggi.

Così ripeterono a pappagallo gli utili idioti di ogni potere, quelli che normalmente dal potere lo prendono a quel servizio. Da essi mi piacerebbe sapere come intenderebbero liberarsi da una classe politica - destra, sinistra, centro, spazio sottile, etere - collusa con la più terrificante élite che la storia abbia mai registrato.

Una classe politica che ha stracciato più e più volte, e con suprema indifferenza, il patto sociale, e fatto quadrato come nella migliore tradizione della Restaurazione ottocentesca. Una classe politica che ha già dimostrato di tollerare, strafogare e defecare, senza fare una piega, tonnellate di violenza, oceani di violenza, firmamenti di violenza. E di esserne correa, complice, sodale e fiancheggiatrice.

Autori e difensori ad oltranza di livelli illimitati di violenza, lorsignori, purché con il marchio ed il sigillo degli stati. Se fossero sinceri nelle loro esternazioni, non avrebbero permesso lo scempio di Gaza. Non avrebbero banchettato, e riso, e gozzovigliato mentre andava in onda la strage degli innocenti ed il sangue dei bambini uccisi si trasformava in onda anomala.

Sarebbero stati più credibili, nonostante un'intera storia umana di sopraffazioni e di privilegi conquistati sulla pelle dei popoli oppressi e dei sudditi compiacenti.

Io non amo la violenza. Mi ferisce, mi offende e mortifica la mia umanità. L'ho già detto e lo ripeto: vorrei che fosse bandita nei rapporti tra individui, tra stati, tra individui e Stati. Ma mi guardo intorno e vedo una arena orrenda in cui la prevaricazione e i rapporti di forza bruta hanno sostituito la Legge. In cui la resistenza all'orrore non è più solo un diritto, ma un dovere individuale e collettivo che incombe su ciascuno. Sui giovani, soprattutto, le vittime designate del potere, in senso metaforico e letterale.

E no. Temo che non bastino più girotondi, fiori nei cannoni e schede elettorali. Servono determinazione e coraggio, tanto. Per chi ce l'ha, ovviamente.

Gli altri facciano il piacere di stare zitti, almeno.

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