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Procura di Roma indaga Ben-Gvir
di Santina Sconza
La Procura di Roma indaga su Ben-Gvir e altri politici israeliani per i reati di tortura e sequestro e di persona.
L'inchiesta riguarda gli abbordaggi e i trattamenti subiti dagli attivisti italiani e internazionali della "Sumud Flotilla" intercettata in acque internazionali, aggravati da video diffusi sui social.
Ricordate i 430 attivisti della Global Sumud Flotilla, che avevano tentato di rompere il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza per far arrivare cibo e altri beni essenziali alla popolazione palestinese.
Tra gli attivisti c’erano almeno 27 italiani, che tra aprile e maggio del 2026 erano stati intercettati da Israele in acque internazionali e poi trattenuti alcuni giorni.
Ricordate il video pubblicato dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, in cui si vedono attivisti legati e tenuti con la faccia a terra al porto di Ashdod.
Gli avvocati di Adalah, ong palestinese e centro legale indipendente, denunciarono che gli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti da Israele avevano subìto violenze e gravi abusi fisici e psicologici sia durante l’intercettazione delle barche, avvenuta in acque internazionali, sia durante il trasferimento verso il porto di Ashdod, che si trova in Israele fra Tel Aviv e la Striscia di Gaza.
Gli avvocati hanno raccolto varie testimonianze secondo cui contro gli attivisti sarebbero stati usati taser, sui loro corpi ferite dovute all’impatto di «proiettili di gomma» sparati dalla marina israeliana durante l’intercettazione delle barche.
L’indagine della Procura sta cercando di
ricostruire le responsabilità penali delle autorità israeliane per cinque ipotesi di reato: tortura, sequestro di persona, lesioni personali, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio.
Il nostro governo protestò debolmente con il governo di Israele, pretese solo delle scuse, ma ha continuato ad inviare armi e ad avere rapporti amichevoli con Netanyahu e tutti i ministri.
Oltre a Ben-Gvir, nel registro degli indagati figurano il ministro della Difesa israeliano Israel Katz e altri esponenti della catena di comando militare e di polizia, 13 persone.
L'indagine è condotta dai magistrati di Piazzale Clodio insieme al ROS dei Carabinieri; a ottobre 2026 sono stati estesi gli accertamenti anche alla seconda missione della Flotilla.
La vicenda ha innescato tensioni diplomatiche e richieste di sanzioni a livello europeo, iniziative giudiziarie sono state avviate anche in Francia.
L'Italia è invece tra i paesi che si sono opposti alle sanzioni europee contro Israele.
Si è astenuta in diverse importanti votazioni alle Nazioni Unite in favore della Palestina e un anno fa in Europa ha votato contro la revisione di un trattato che regola i rapporti tra Israele e Unione Europea, nonostante fosse un gesto simbolico con poche conseguenze immediate.
Primo Levi:
"Siamo scesi, ci hanno fatti entrare in una camera vasta, nuda e debolmente riscaldata.
Che sete. Il debole fruscio dell’acqua nei radiatori ci rende feroci: sono quattro giorni che non beviamo. [...]
C’è un rubinetto, e sopra un cartello che dice che è proibito bere perché l’acqua è inquinata. Sciocchezze, mi pare ovvio che il cartello sia una beffa, "loro" sanno che noi moriamo di sete, e ci mettono in una camera e c’è un rubinetto e Wassertrinken verboten. Io bevo, e incito i compagni a farlo; ma devo sputare l’acqua, è tiepida e dolciastra, ha odore di palude."
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