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NYT: sanzioni a Israele?
trad. di Corrado Poli
Dal New York Times di venerdì scorso, di Shira Efron.
Come possiamo pensare di essere innocenti a Kiev mentre sosteniamo un Paese criminale responsabile di un genocidio, di guerre e di mille delitti?
"La speranza di molti israeliani e dei sostenitori di Israele in tutto il mondo è che le elezioni del 27 ottobre portino alla formazione di un nuovo governo e rallentino la deriva verso un maggiore isolamento.
Una nuova leadership potrebbe alleviare temporaneamente l’isolamento di Israele.
Ma sarà possibile un cambiamento più profondo?
Ciò dipenderà da come il prossimo governo affronterà l’escalation di violenza da parte dei coloni, l’annessione di fatto della Cisgiordania e la crisi umanitaria a Gaza.
A giudicare dalle loro campagne elettorali, nessuno dei candidati che aspirano a sostituire il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dimostrato di essere disposto ad apportare cambiamenti che vadano oltre il semplice ritorno a una politica di gestione del conflitto.
Il mantenimento dello status quo aumenta la possibilità che sia lo stesso Israele, e non solo gli insediamenti, a dover affrontare presto delle sanzioni."
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