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Il marchio di Caino
di Roberto Preve
La vicenda del genocidio di Gaza vede un aspetto che non si può negare.
I "negazionisti" di questo genocidio sono TUTTE persone che in passato hanno usato il termine nella sua accezione allargata e si sono lamentate che non si reagiva a sufficienza, con la guerra, contro quelli che chiamavano appunto Genocidi.
Facciamo l'esempio del Kossovo, con alcune migliaia di vittime tra i guerriglieri indipendentisti o ancora meglio Sebrenica, in cui una colonna di soldati mulsulmani venne annientata mentre cercava di rientrare nelle sue linee, episodio che non solo non rientra nel genocidio ma neppure è crimine di guerra.
La Corte di Giustizia Internazionale, che processava i serbi, invece lo ha dichiarato tale, perché questi avevano un volume di fuoco superiore (sic), perché avevano l'intenzione di eliminare tutti (doppio sic) e infine perché vi erano molti civili nella colonna in ritirata.
In Cina la creazione di un Islam cinese, ovvero che separi la sfera pubblica da quella privata nella quale si può professare la propria fede, è diventato un genocidio del popolo Uiguro che negli anni settanta, facendo guerriglia per conto dell'Urss era una spregevole banda di terroristi.
L'uso del termine allargato di genocidio veniva usato con la naturalezza da chi pensava di comandare il mondo e sarebbe stato usato per le azioni di Hamas del 7 ottobre così come per quelle di Putin nel 2022, se la concomitanza temporale della azione di Israele non avesse chiuso loro la bocca.
Avete presente quei giornalisti e intellettuali che ogni giorno ci spiegano che non vi è stato il genocidio di Gaza, perché Hamas non avrebbe permesso alla popolazione di entrare per proteggersi nei tunnel, e che ti ricordi due anni prima, facevano servizi su come Israele pensava di invadere con l'acqua gli stessi tunnel, per annegare tutti?
Ricordate Mieli che gridava che Sebrenica non permetteva l'inazione morale di fronte a un genocidio?
Ora è evidente che la Giustizia Internazionale e il negazionismo del Genocidio di Gaza sono due facce della stessa medaglia.
Questa cosiddetta Giustizia Internazionale ha sempre perseguito Gheddafi o Saddam o Milosevic.
Negli ultimi tempi poi bastava resistere per più di una settimana a un attacco Usa ed eri già un criminale di guerra.
Ricordiamo che il leader nazionalista serbo Seseli è stato processato per 14 anni prima di arrivare alla sentenza di assoluzione.
Quindi non abbiamo bisogno dei giudici della Corte di questo o quel tribunale. Un massacro di civili per farli allontanare dalla loro terra è la cosa più vicina al fenocidio, pur non essendolo del tutto, che avevamo anche prima della cosiddetta Giustizia Internazionale che, sia chiaro, va sciolta completamente.
Il marchio di Caino è sulle fronti dei massacratori di Gaza, non abbiamo bisogno della Pillay e del suo premio Nobel per certificarlo.
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